Nutri-score, l’Unione europea non imporrà l’etichetta “a semaforo”

La commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

L’Unione europea non fornirà uno schema obbligatorio di etichettatura nutrizionale degli alimenti. Nella strategia Farm to Fork (F2F) la Commissione europea “promuoverà un’etichettatura armonizzata, ma non imporrà il tipo di etichettatura”, ha spiegato la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides alla commissione Agricoltura e sviluppo rurale (COMAGRI) del Parlamento europeo.

“La strategia – ha spiegato Kyriakides – non avrà regole e restrizioni fissate dal primo giorno, ma vuole essere un piano a lungo termine su cui lavorare insieme agli agricoltori per la produzione sostenibile”.La Commissione ribadisce che in questo settore è necessaria un’armonizzazione, dato che secondo le attuali regole dell’UE l’etichettatura è su base volontaria. “Credo che le molteplici misure nazionali che vediamo sull’etichettatura di origine causino una frammentazione del mercato interno”, ha aggiunto Kyriakides.

La battaglia sull’etichetta a semaforo

Il problema delle etichette alimentari nei mesi scorsi aveva alimentato un acceso dibattito. La settimana scorsa, una coalizione di oltre 40 stakeholder alimentari, che comprendeva multinazionali come Nestlé e Danone, aveva scritto una lettera alla commissaria europea alla Salute, chiedendo di rendere obbligatorio per tutti i produttori alimentari il Nutri-score, ovvero la cosiddetta “etichetta a semaforo” che segnala ai consumatori i cibi con un’elevata presenza di grassi o sale.

Questo sistema, sviluppato in Francia e adottato anche in altri Paesi Ue, si basa su cinque lettere (A, B, C, D e E) e un codice di 5 colori dal verde al rosso, a seconda della qualità nutrizionale del cibo. Il verde indica gli ingredienti ‘buoni’ (fibre, frutta), il rosso quelli ‘cattivi’ (grassi, zuccheri). Uno schema che è sempre stato contestato in Italia per la sua eccessiva schematicità, che potrebbe penalizzare le eccellenze dell’agroalimentare italiano. Lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza nel dicembre del 2019 a un convegno della Coldiretti aveva detto: “Un modello a semafori in cui l’olio di colza è valutato meglio dell’olio di oliva non lo accetteremo mai”, come riporta un articolo del Corriere di allora. Anche Coldiretti ha ribadito più volte che la classificazione dell’etichettatura a semaforo è “ingannevole”.

L’etichetta a batteria

In alternativa al Nutri-score l’Italia aveva proposto “l’etichetta a batteria”. Questo sistema di etichettatura mette in evidenza i valori nutrizionali di ciascuna porzione, senza escludere alcun alimento. All’interno del simbolo batteria viene indicata la percentuale di calorie, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla singola porzione rispetto alla quantità giornaliera di assunzione raccomandata. Anche questo sistema aveva suscitato delle critiche. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano si era opposto a entrambe le etichettature, sostenendo che le eccellenze del Made in Italy non hanno bisogno di ulteriori certificazioni per rassicurare i consumatori.

La querelle Italia-Francia sui due sistemi è andata avanti per mesi. Ora questa presa di posizione di Bruxelles sembra lasciare ancora un margine di decisione ai singoli Paesi, fermo restando la necessità di migliorare le informazioni a disposizione dei consumatori. “Dobbiamo definire una soluzione a lungo termine per i loro interessi”, ha concluso la commissaria cipriota.