Il piano della Commissione europea per salvare il turismo

A bathhouse. Symbol of turism sector difficulty [Flowizm/Flickr]

Il commissario per il Mercato interno Breton ha delineato il percorso; intanto in Italia perse le prenotazioni di turisti stranieri per il 2020, a fronte di un calo globale del settore previsto tra 45-70%, con lo spettro della criminalità organizzata 

La crisi economica causata dalla pandemia covid sarà senza precedenti, lo abbiamo sentito ripetere da più parti in queste settimane. Alcuni settori stanno lentamente ripartendo, ma non sapere per quanto tempo il coronavirus sarà in circolazione crea particolari problemi ad alcuni comparti come quello turistico, uno dei più danneggiati dalla crisi.

Nell’ultima videoconferenza i Ministri Ue hanno discusso delle implicazioni della pandemia proprio sull’industria del turismo, e di quali misure si possono adottare per attenuare il colpo e definire una strategia di ripresa del sistema del turismo.

Thierry Breton, commissario per il Mercato interno, ha delineato le quattro componenti essenziali per sostenere l’ecosistema turistico: liquidità, mobilità, sicurezza e una strategia a lungo termine per un settore più verde e più digitale.

L’impatto sull’intero ecosistema turistico, che include strutture ricettive, agenzie di viaggio, tour operator, compagnie aeree e altre compagnie di trasporto – sarà particolarmente grave. Se l’epidemia Sars del 2003 aveva avuto un impatto dello 0,4% sugli arrivi globali del turismo internazionale e la crisi economica del 2009 aveva visto una riduzione del 4%, le stime sull’impatto del coronavirus sono assai peggiori.

Secondo l’Organizzazione mondiale dei viaggi, quest’anno il traffico turistico internazionale sarà ridotto del 20-30% e l’Ocse prevede un calo dell’economia turistica globale del 45-70%.

I Ministri Ue hanno espresso ampio sostegno a favore di misure supplementari e di un coordinamento rafforzato a livello dell’Unione Europea; hanno invitato la Commissione a lavorare in via prioritaria ad un approccio comune dell’UE, che agevoli la liquidità e mantenga un giusto equilibrio di interessi tra operatori turistici e consumatori.

In Italia la situazione è particolarmente preoccupante: nel 2020 sono già state quasi completamente perse le prenotazioni di turisti stranieri, che lo scorso anno hanno portato oltre 50 miliardi di pil. Alberghi e hotel, infatti, saranno penalizzati: con probabilità gli italiani che decideranno di muoversi per le ferie, nel tentativo di ridurre al massimo i contatti con altre persone, opteranno per l’affitto di un appartamento.

Ma i problemi del coronavirus non finiscono qui. Una ricerca di Transcrime e Università Cattolica (2018), citata sul Sole24ore, pone in luce le strategie utilizzate dai diversi tipi di criminalità organizzata per infiltrarsi nei business legali del settore turistico, soprattutto nelle fasi di crisi come questa. Nello stesso articolo, infatti, si fa cenno a strani movimenti di offerte predatorie agli albergatori.