Npl, l’Ue propone di creare una rete di bad bank nazionali per smaltire i crediti deteriorati

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Con la crisi causata dalla pandemia di coronavirus c’è il rischio che le banche europee vedano aumentare il volume dei crediti deteriorati, per questo la Commissione Ue ha proposto un piano d’azione per aiutare le banche a liberarsi degli npl. Esclusa l’ipotesi di una bad bank europea.

La strategia si basa su quattro pilastri: sviluppare ulteriormente il mercato secondario, riformare la legislazione sull’insolvenza e il recupero crediti, sostenere la creazione di una rete di bad bank a livello europeo e utilizzare il sostegno precauzionale.

“La storia ci dice che è meglio affrontare il problema dei crediti deteriorati in modo rapido e deciso, soprattutto se vogliamo che le banche continuino a sostenere le imprese e le famiglie”, ha sottolineato il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis.

Gli ultimi dati della prima metà del 2020, scrive Bruxelles, hanno evidenziato una battuta d’arresto nella riduzione dei crediti deteriorati, trainata principalmente dalla riduzione delle vendite di crediti deteriorati e delle attività di ristrutturazione delle banche, nonché dalle nuove insolvenze. Di conseguenza il volume ha ripreso a salire e alla fine del secondo trimestre 2020, il rapporto tra Npl e il resto dei crediti, in tutta la Ue, è salito al 2,8% (+0,2 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2019).

Per questo l’esecutivo Ue intende rafforzare il mercato secondario in modo che le banche possano rimuovere i crediti deteriorati dai loro bilanci e rafforzare la tutela dei debitori. Per favorire un maggiore scambio di informazioni tra tutti gli attori coinvolti la Commissione propone di creare un’apposita banca dati europea. Bruxelles propone inoltre di riformare la normativa Ue in materia di insolvenza delle imprese e di recupero crediti, approvando la proposta di legge presentata nel 2018.

L’esecutivo è pronto a sostenere la creazione di bad bank nazionali, coordinate in una rete europea, esclude invece l’ipotesi di una bad bank europea “Diversi fattori renderebbero difficile allestirla, come la diversità dei portafogli di Npl nei vari Paesi e le diverse regole nazionali su ristrutturazioni dei debiti, insolvenze e procedure volte a attuarle. I costi per allestire una Amc europea potrebbero a loro volta essere molto alti”, spiega Bruxelles.

Il quarto pilastro ha a che vedere con le misure precauzionali. “Date le circostanze particolari della crisi sanitaria in corso – spiega la Commissione – per garantire il finanziamento dell’economia reale le autorità hanno la possibilità, se necessario, di attuare misure precauzionali di sostegno pubblico, a norma della direttiva dell’Ue sul risanamento e la risoluzione nel settore bancario e dei quadri normativi in materia di aiuti di Stato”.