Niente trappola nel Mes?

Valdis Dombrovskis, vice-presidente della Commissione europea, e Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l'Economia.

Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni non sanno più cosa inventarsi per tranquiliizzare il Governo italiano sull’uso delle risorse del Mes.

Ieri sono arrivati ad inviare una lettera, indirizzata al Presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, chiedendogli di ribadire che la condizionalità sull’uso delle risorse del Mes rese disponibili nel quadro della riposta emergenziale alla pandemia sia limitata al fatto che vengano utilizzate esclusivamente per quei fini (per fare un esempio, non per rifinanziare Quota 100 o per altre spese che nulla hanno a che fare con la pandemia). Nient’altro. Nessun altro vincolo macroeconomico. Nessuna trappola in agguato. Tradotto in cifre: circa 700 milioni di euro di risparmio sugli interessi per risorse che comunque dovremmo prendere indebitandoci autonomamente sui mercati finanziari.

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Sicuramente qualcuno insisterà nel vedere in questa richiesta semplice e netta l’ombra di complotti della troika, in agguato sul nostro paese. Vedremo se oggi pomeriggio l’Eurogruppo assumerà questa posizione altrettanto netta, non permettendo di rinegoziare in futuro i termini di un prestito che verrebbe assunto oggi con regole ad-hoc.

E vedremo se il Governo italiano supererà lo scetticismo che finora l’ha fatto stare ben lontano anche solo dal paventare il ricorso a quelle risorse.

Ma vedremo soprattutto, nei mesi a venire, se le varie istituzioni europee inizieranno a comprendere, come aveva intuito la Commissione già nel dicembre 2017, che la funzione del Mes come fondo salva-Stati, da utilizzare in condizioni di emergenza finanziaria con adeguate (quindi pesanti) condizionalità, è finita. E che è venuto il momento di ripensare al suo uso, alla sua missione, e quindi anche al suo statuto ed alla sua governance.