Next Generation Eu: i primi piani approvati sono quelli di Portogallo, Spagna e Grecia

Ursula von der Leyen consegna a Lisbona il 'Next Generation EU recovery program of the European Union' ad Antonio Costa il 16 giugno 2021. EPA-EFE/TIAGO PETINGA

La Commissione europea ha dato via libera ai piano nazionale di ripresa e resilienza dei tre Paesi, promuovendoli a pieni voti.

Il Portogallo, che sta per terminare i sei mesi di presidenza del Consiglio Ue, era stato il primo Paese a sottoporre alla Commissione il proprio piano nazionale di ripresa e resilienza (Plano de Recuperação e Resiliência), ed è stato dunque anche il primo ad essere ufficialmente approvato. Subito dopo è stato il turno della Spagna, che era stato il primo paese ad inviare, già a inizio dicembre, una bozza del proprio piano (España Puede) a Bruxelles.  Giovedì 17 giugno è arrivato anche il via libera per il piano greco (Greece 2.0). Insieme all’Italia, sono i Paesi che trarranno maggiore beneficio dalle risorse europee.

Il momento dell’approvazione dei piani è un momento in qualche misura storico per l’Unione europea e proprio per segnare l’importanza di questo momento la presidente della Commissione europea in persona ha iniziato mercoledì 15 giugno un vero e proprio tour europeo negli Stati membri, per consegnare personalmente il via libera ai piani di ripresa nazionali. Dopo il viaggio in Portogallo, è atterrata in Spagna e in settimana sarà anche in Grecia, Danimarca e Lussemburgo, che dunque hanno già ricevuto una valutazione positiva dei rispettivi piani nazionali, anche se non ancora ufficialmente.
Il tour di Von Der Leyen è anche l’occasione per “testare” il Green pass, un altro elemento decisivo per la ripartenza complessiva del continente: “Verificato! Il mio certificato belga è stato controllato con successo in Spagna. Funziona!” ha scritto sul proprio account twitter ufficiale la presidente.

Von Der Leyen ha consegnato ufficialmente e personalmente ad Antonio Costa l’approvazione del piano nazionale portoghese e subito dopo ha fatto lo stesso con Pedro Sanchez.
Il fatto che i primi tre piani nazionali a ricevere il via libera formale dalla Commissione siano stati Portogallo, Spagna e Grecia è indicativo: lo aveva messo in luce un report della Banca centrale europea che spiegava che se consideriamo le somme complessive, i due Paesi che beneficeranno maggiormente dei fondi del Next Generation Eu sono Italia e Spagna, anche se quest’ultima ha rinunciato a i prestiti, ma se invece consideriamo i fondi in rapporto al Pil dei singoli Paesi, i maggiori beneficiari sono Grecia e subito dopo Portogallo. Dunque, a parte l’Italia per cui si attendono ancora dettagli rispetto all’approvazione del PNRR, si tratta dei tre Paesi per cui Next Generation Eu avrà un impatto maggiore.

I criteri di valutazione

Ma in base a quali criteri specifici viene dato o meno il via libera ai piani nazionali?
La Commissione ha individuato 11 criteri che permettono di valutare i 6 macro obiettivi di Next Generation Eu e cioè se le misure previste abbiano effettivamente  un impatto duraturo; se le misure affrontino le sfide che la Commissione ha evidenziato nelle raccomandazioni specifiche per paese; se il monitoraggio delle azioni e e degli investimenti è dato da indicatori chiari e realistici; se il 37% delle risorse sono destinate agli obiettivi climatici e il 20% al digitale; se i piani rispettano il principio climatico del “do no significant harm” che indica che per le azioni che non hanno conseguenze positive per il clima almeno non vi sia un danno ambientale; e infine se i costi previsti sono plausibili.

Nel caso del piano portoghese, che vale 16,6 miliardi complessivi (di cui 13,9 di sovvenzioni) , gli 11 criteri sono stati pienamente soddisfatti: la valutazione della Commissione è di dieci “A” e una sola “B” (riferita al criterio sui costi). Il Consiglio avrà ora quattro settimane di tempo per esprimersi sulla proposta della Commissione: se gli Stati membri daranno l’ok partirà l’erogazione di 2,2 miliardi di euro di prefinanziamento (il 13% dell’importo totale assegnato al Portogallo).
Anche nel caso della valutazione del piano spagnolo (da 69,5 miliardi di euro) e della valutazione per il piano greco (da 30,5 miliardi) i voti sono esattamente gli stessi: tutte “A” e una sola “B”, sempre riferita ai costi.
Nel frattempo è già partita la raccolta sui mercati finanziari delle risorse con i primi 20 miliardi, “la cifra più alta di sempre per un bond istituzionale”.

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