Microchip, l’Ue apre agli aiuti pubblici per favorire la produzione di semiconduttori

La vicepresidente della Commissione Ue Margrethe Vestager. [EPA-EFE/KENZO TRIBOUILLARD / POOL]

L’esecutivo di Bruxelles è pronto a dare il via libera a aiuti di stato per favorire l’apertura di impianti europei.

La Commissione europea ha deciso di prorogare fino al 30 giugno 2022 il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per accelerare ulteriormente la ripresa e ha aperto alla possibilità di rendere più flessibili le regole per l’industria dei microchip per affrontare la carenza, che sta mettendo a difficoltà interi settori costringendoli a rallentare o fermare la produzione, come successo con l’automotive.

“Fin dall’inizio della pandemia, il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato ha consentito agli Stati membri di fornire un sostegno mirato e proporzionato alle imprese che ne avevano bisogno, introducendo nel contempo misure di salvaguardia per preservare le condizioni di parità nel mercato unico. Oggi ne abbiamo prorogato l’applicazione per sei mesi, fino alla fine di giugno del prossimo anno”, ha spiegato la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager. ha dichiarato. “La proroga limitata offre la possibilità di un’eliminazione graduale, progressiva e coordinata delle misure legate alla crisi, evitando improvvisi e bruschi deterioramenti, e riflette la vigorosa ripresa prevista dell’economia europea nel suo complesso”, ha aggiunto la titolare dell’Antitrust Ue.

La modifica adottata dalla Commissione permette agli Stati membri di creare incentivi diretti per gli investimenti privati. Questo può può sostenere il riassesto delle linee di produzione in vista delle attuali carenze di forniture. Ma può anche essere usato per investimenti per migliorare ulteriormente l’efficienza energetica, o per aggiornare le infrastrutture digitali di cui le aziende hanno bisogno. “La misura – sottolinea Bruxelles – include elementi di salvaguardia per evitare distorsioni indebite della concorrenza, ad esempio il fatto che le misure debbano interessare un ampio gruppo di beneficiari e che l’importo dell’aiuto debba essere limitato”. Questo strumento è a disposizione degli Stati membri fino al 31 dicembre 2022.

“In considerazione della situazione eccezionale dei semiconduttori, della loro importanza e della dipendenza da un numero limitato di imprese per l’approvvigionamento in un contesto geopolitico problematico, la Commissione potrebbe vagliare l’ipotesi di approvare un sostegno atto a colmare le potenziali carenze di finanziamento, in particolare per l’apertura di impianti europei nell’ecosistema dei semiconduttori”, spiega l’esecutivo Ue in una nota. Gli aiuti, basati sull’articolo 107, paragrafo 3, TFUE, sarebbero subordinati a rigorose garanzie di concorrenza e dovrebbero assicurare che i benefici siano condivisi su vasta scala e senza discriminazioni in tutta l’economia europea.

La Commissione ha anche dato il via libera a una nuova misura di sostegno alla solvibilità, per mobilitare fondi privati e renderli disponibili per investimenti nelle piccole e medie imprese (PMI), comprese le start-up e le piccole imprese a media capitalizzazione. Le misure prevedono che gli Stati membri possano concedere garanzie a intermediari privati, introducendo incentivi a investire in questi tipi di società e offrendo loro un accesso più agevole al finanziamento del capitale, che spesso hanno difficoltà ad attirare individualmente, spiega la Commissione europea in una nota. Questo strumento è a disposizione fino al 31 dicembre 2023.

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