Microchip, a febbraio l’Ue presenterà un piano per potenziare la produzione ed evitare crisi future

Lo ha annunciato Von der Leyen intervenendo al Forum di Davos. Per l’Ue è essenziale prevenire future crisi, ma raggiungere l’autosufficienza non sarà scontato.

“In febbraio la commissione presenterà il Chip Act per rafforzare la capacità di produzione dei microchip e includerà cambiamenti alle regole sugli aiuti di Stato per creare fabbriche per la produzione in Ue”, lo ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen intervenendo al World economic forum di Davos.

Questo piano interverrà su 5 punti chiave: il rafforzamento della capacità di innovazione e ricerca in Europa, la leadership europea in design e produzione, il sostegno pubblico ai primi impianti di produzione attraverso una modifica delle regole in materia di aiuti di Stato, il rafforzamento della “tool box” per affrontare la carenze e assicurare l’approvvigionamento e il sostegno alle piccole imprese innovative.

“La domanda per i semiconduttori nel mondo sta esplodendo, i microchip sono ovunque oggigiorno, non c’è economia digitale senza i microchip e il fabbisogno dell’Ue raddoppierà in dieci anni”, ha ricordato Von der Leyen. “Ecco perché dobbiamo alzare la posta in gioco quando si parla di produzione, non c’è tempo da perdere; entro il 2030 il 20% della produzione mondiale di microchip dovrà avvenire entro i confini europei”, ha aggiunto.

Secondo la presidente della Commissione, l’Europa è posizionata bene quando si tratta di ricerca e componentistica per la creazione delle fabbriche dei chip. Ma la quota di mercato globale dei semiconduttori in Ue è solo del 10% e oggi la maggior parte delle forniture proviene da una manciata di produttori di Paesi terzi.

Le difficoltà dell’automotive

La crisi dei chip sta avendo pesanti ripercussioni sul mercato dell’auto. Le immatricolazioni europee del gruppo Stellantis a dicembre sono diminuite del 22,8% arrivando a 795.295 unità, con cali a doppia cifra registrati nella maggior parte dei mercati della regione.

In Italia, secondo gli ultimi dati Acea, le immatricolazioni hanno subito una contraccolpo del -27,5%, in Germania del -26,9%, del -18,7% in Spagna, e del -15,1% nella regione francese. Mentre gli unici mercati europei in espansione sono stati quelli di Bulgaria, Croazia, Lettonia e Slovenia. Complessivamente le immatricolazioni di autovetture nuove nell’Ue l’anno scorso sono diminuite del 2,4% attestandosi a 9,7 milioni di veicoli, la peggiore performance dall’inizio delle statistiche nel 1990.

Chip, per superare la crisi servono investimenti e aiuti di Stato ma su questo Bruxelles è divisa

L’Ue può ancora recuperare il ritardo, ma deve mettere mano al portafoglio. Per Breton servono regole che favoriscano l’autonomia strategica. Vestager invece mette in guardia dall’allentare troppo le norme in materia di aiuti di Stato.

“Il nostro obiettivo è raddoppiare la …

La sovranità potrebbe rimanere un miraggio

La situazione non è destinata a migliorare rapidamente. Ci sono dei segnali di miglioramento, ma la crisi durerà fino al 2023. La Banca centrale europea prevede che sia la “capacità di produzione di semiconduttori sia la capacità delle navi da carico restino contenute nel 2023” mentre le difficoltà di consegna “dovrebbero iniziare ad attenuarsi a partire dal secondo trimestre del 2022 e riassorbirsi pienamente” entro il prossimo anno.

Per l’Europa quindi è urgente trovare una soluzione. Tuttavia la sovranità europea sui microchip potrebbe rimanere un sogno. A novembre 2021 la titolare dell’Antitrust Ue Margrethe Vestager aveva messo in guardia dal rischio che i produttori siano “tentati di provare a mettere i governi l’uno contro l’altro, esaminando il panorama per vedere chi sarebbe disposto a pagare di più”. A pagare alla fine sarebbero i contribuenti, aveva avvertito Vestager, dicendo che “l’autosufficienza è un’illusione”.