Mercato unico, l’Ue prepara una legge contro le distorsioni generate dalle sovvenzioni estere

Valdis Dombrovskis [EPA-EFE/YVES HERMAN / POOL]

Il 5 maggio la Commissione europea presenterà un nuovo strumento legislativo per regolare le sovvenzioni estere, per controllare ed eventualmente escludere le compagnie che ricevono fondi indebiti dagli appalti pubblici nell’Ue.

Il commissario europeo al commercio Valdis Dombrovskis ha confermato a Politico che il nuovo strumento avrà lo scopo di verificare i finanziamenti che ricevono le compagnie che partecipano agli appalti europei, eventualmente escludendo quelle che ottengono sovvenzioni indebite, sempre in accordo con gli standard internazionali.

“La Commissione intende rafforzare i propri strumenti per agire nei confronti dei partner che non rispettano le regole”, ha dichiarato Dombrovskis in un affondo più o meno velato verso la Cina. La legislazione in arrivo segue la pubblicazione di un libro bianco sul tema lo scorso 17 giugno.

In questo documento la Commissione Ue apriva una consultazione pubblica per trovare soluzioni alle distorsioni di mercato generate dalle sovvenzioni indebite straniere nel Mercato unico. La commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager aveva ricordato che “così come ci assicuriamo che le sovvenzioni nazionali non arrechino danni al mercato unico, così dobbiamo fare con quelle internazionali”.

La Cina è, nella maggior parte dei casi, la protagonista di queste azioni, perciò la legislazione in arrivo potrebbe essere interpretata come una protezione per le industrie europee dalle politiche aggressive di acquisizione delle aziende cinesi.

Come già specificato nel libro bianco dello scorso giugno, l’obiettivo sarebbe stato quello di arrivare a uno strumento di controllo degli effetti di distorsione del mercato unico generati dalle sovvenzioni straniere, con particolare attenzione a quelli che facilitano le acquisizioni di compagnie europee e quelli che riguardano appalti pubblici nell’Ue.

Il rapporto tra Europa e Cina rimane complesso. Lo hanno evidenziato anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell in una lettera congiunta, dove evidenziano le divergenze fondamentali tra le due parti.

“La realtà è che Ue e Cina sono estremamente differenti, sia sotto l’aspetto economico e della globalizzazione, che per quanto riguarda la democrazia, i diritti umani o i rapporti con i Paesi terzi. Queste diversità rimarranno anche nel futuro prossimo e non devono essere dimenticate”, si legge nel comunicato.