Idrogeno: la roadmap europea per la rivoluzione energetica

Il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans e la commissaria all'Energia Kadri Simson. [EPA-EFE/Virginia Mayo / POOL]

L’obiettivo è promuovere un nuovo mercato dell’energia pulita per raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

Entro il 2050 l’idrogeno pulito potrebbe soddisfare il 24% della domanda mondiale di energia, con un fatturato annuo dell’ordine di 630 miliardi di euro. Per l’Europa, questo potrebbe tradursi in un milione di posti di lavoro nella catena del valore dell’idrogeno. Questi sono solo alcuni degli obiettivi della strategia europea per l’idrogeno presentata mercoledì 8 luglio che mira a produrre un milione di tonnellate di idrogeno verde entro il 2024 e 10 milioni di tonnellate entro il 2030.

Per fare questo è necessario ridurre il costo di produzione dell’idrogeno verde, ovvero quello prodotto con l’elettrolisi dell’acqua alimentata da energia rinnovabile. Al momento infatti ha una quota di mercato quasi irrilevante e costa il doppio di quello grigio, prodotto da combustibili fossili. Il cambiamento quindi richiede tempo. Nel frattempo, “sono necessarie altre forme di idrogeno a basso contenuto di carbonio per ridurre rapidamente le emissioni e sostenere lo sviluppo di un mercato sostenibile”, ha spiegato la Commissione europea. A far da ponte in questa fase di transizione sarà il cosiddetto “idrogeno blu”, quello prodotto da gas naturale tramite la cattura e lo stoccaggio del carbonio. 

Le tre fasi

La prima fase, dal 2020 al 2024 si basa sull’installazione di almeno 6 Gigawatt di elettrolizzatori di idrogeno rinnovabili e mira a produrre fino a un milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile. La seconda fase (204-2030) prevede l’installazione di almeno 40 Gigawatt di elettrolizzatori a idrogeno rinnovabile e la produzione di dieci milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile. Nella terza fase, dal 2030 al 2050, le tecnologie dell’idrogeno rinnovabile dovrebbero raggiungere un livello di maturità che ne consenta l’utilizzo su larga scala in tutti i settori.

Pronta un’alleanza europea per l’idrogeno sostenibile

La Commissione europea cercherà di posizionare l’Europa come leader mondiale nel settore dell’idrogeno con una nuova alleanza guidata dalle industrie che sarà inaugurata mercoledì (8 luglio).

Annunciata a marzo nell’ambito della nuova politica industriale della Commissione, l’alleanza mira a riunire le …

L’Alleanza

Per contribuire al successo della strategia, la Commissione ha lanciato anche l’Alleanza per l’idrogeno pulito che, su modello dell’alleanza sulle batterie, riunisce attori prominenti del settore, esponenti della società civile, ministri nazionali e regionali e rappresentanti della Banca europea per gli investimenti con lo scopo di creare un portafoglio di investimenti che incrementino la produzione e sostengano la domanda di idrogeno. Tra le società coinvolte c’è anche l’italiana Snam, una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo, che ha recentemente firmato un accordo con la francese Alstom per sviluppare treni a idrogeno in Italia.

Il Commissario per il Mercato interno Thierry Breton ha dichiarato: “L’alleanza per l’idrogeno pulito varata oggi convoglierà gli investimenti verso la produzione di idrogeno. Creerà un portafoglio di progetti concreti a sostegno degli sforzi di decarbonizzazione delle industrie europee ad alta intensità di energia, ad esempio quelle dell’acciaio e delle sostanze chimiche. L’alleanza riveste un’importanza strategica per le ambizioni sancite nel Green Deal e per la resilienza della nostra industria”, ha spiegato il commissario per il Mercato interno Thierry Breton.

Un’occasione per l’Italia

Durante la conferenza stampa di presentazione della strategia il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha ribadito che l’idrogeno verde può rappresentare un’opportunità anche per la conversione dell’ex Ilva di Taranto. “Se abbiamo un piano per i prossimi 20 anni potremo dare un futuro veramente sostenibile a Taranto. Questo ci aiuterà a mantenere il settore dell’acciaio in Europa e a dare un’area molto più pulita ai cittadini di Taranto”, ha dichiarato Timmermans.  “Mi auguro che il governo italiano abbia interesse a lavorare con noi utilizzando le risorse del Just Transition Fund e altre risorse”.

L’integrazione del sistema energetico

Bruxelles ha presentato anche una strategia per l’integrazione del sistema energetico, che elenca 38 azioni per realizzare un sistema integrato. Questo modello si fonda su tre pilastri: un sistema energetico più circolare, imperniato sull’efficienza energetica, una maggiore elettrificazione diretta dei settori d’uso e la promozione dei combustibili puliti.

” Il sistema energetico dell’Unione deve diventare più integrato e più flessibile, oltre ad essere in grado di far proprie le soluzioni più pulite ed efficaci sotto il profilo dei costi – ha sottolineato la commissaria europea per l’Energia Kadri Simson. Ora che il calo dei prezzi dell’energia rinnovabile e l’innovazione continua lo rendono un’opzione praticabile per un’economia climaticamente neutra, l’idrogeno svolgerà un ruolo chiave in questo processo.”