L’Ue accelera la corsa allo Spazio: 300 milioni d’investimenti per tecnologia e innovazione

Decollo di Vega dallo Spaceport europeo di Kourou, nella Guyana francese nel 2016. JM GUILLON / ESA / HANDOUT

Bruxelles ha dato il via libera a un piano di investimenti da 300 milioni per il settore spaziale, in parte dal bilancio Ue e in parte dal Fondo europeo per gli investimenti (Fei).

Le risorse servono per alimentare Orbital Ventures, un fondo paneuropeo che si concentra sulle tecnologie spaziali tra cui i settori del downstream (comunicazioni, crittografia, archiviazione ed elaborazione dei dati, geolocalizzazione, osservazione della terra) e dell’upstream (hardware spaziale, materiali, elettronica, robotica, razzi, satelliti), e Primo Space, il primo fondo di venture capital italiano che sostiene le aziende nella promozione e commercializzazione di innovazioni nell’industria spaziale in Europa.

“Orbital Ventures e Primo Space giocheranno un ruolo vitale nel sostenere l’ecosistema spaziale e le start-up spaziali dell’Ue. Attrarre più capitale privato in questo settore ci permette di raggiungere insieme nuove vette”, ha dichiarato il direttore generale del Fei, Alain Godard. L’iniziativa è stata annunciata nell’ambito della 13° Conferenza spaziale europea tenutasi a Bruxelles, nei giorni scorsi.

Il programma di connettività

Durante la conferenza è stato affrontato anche il tema della connettività spaziale. L’Unione europea intende mandare in orbita una costellazione di centinaia di satelliti per rafforzare le modalità di connessione internet. La prima priorità è quella di colmare le lacune nella copertura a banda larga delle infrastrutture terrestri, ma in seguito questa rete potrebbe alimentare anche servizi come le auto a guida automatica. “Il mio obiettivo è quello di procedere rapidamente. Sarebbe opportuno che la Commissione presenti quest’anno una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio in modo da poterci muovere concretamente”, ha dichiarato il commissario europeo per il Mercato interno Thierry Breton alla 13a Conferenza spaziale europea.

Per l’Europa è fondamentale sviluppare questa capacità se vuole rimanere competitiva a livello globale. Il Regno Unito di recente ha dato il via libera al servizio Internet via satellite Starlink di SpaceX e gli utenti del paese hanno già ricevuto il kit per il beta test.  E anche Kuiper, il servizio globale di connettività a banda larga via satellite lanciato da Amazon, ha superato i primi test.

“Padroneggiare il flusso digitale è fondamentale per il futuro”, ha dichiarato Hervé Derrey, Ceo di Thales Alenia Space, il produttore aerospaziale franco-italiano, durante la conferenza. “Un solido settore spaziale europeo è essenziale per un’Europa forte”, ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. “Lo sviluppo del nostro settore spaziale ci aiuterà a rafforzare la nostra autonomia strategica, a mio avviso l’obiettivo principale della nostra generazione”.

Il ruolo di Copernico e Galileo

Secondo il ministro portoghese per la Scienza, la tecnologia e l’istruzione superiore, Manuel Heitor  “il ruolo dei governi in generale, e della Commissione europea in particolare, dovrebbe essere quello di creare mercati” in aree che vanno dal registro del territorio e della biodiversità – “che non sono tradizionalmente nel settore spaziale, ma che necessitano di immagini satellitari ad alta risoluzione” – alla “produttività del territorio e dell’agricoltura, alla sorveglianza marittima, allo sviluppo urbano sostenibile e alla mobilità autonoma”.

A ciò si deve aggiungere “il rafforzamento della domanda”, ha detto Heitor, sottolineando la necessità che programmi comunitari come Copernico (osservazione della terra) e Galileo (navigazione satellitare) aumentino la loro risoluzione, che può essere decisiva per la promozione di un sistema imprenditoriale di start-up e di piccole e medie imprese.

L’Ue, a questo proposito, intende anticipare la prossima generazione del sistema di posizionamento satellitare Galileo con un lancio “nel 2024”, un anno prima del previsto, ha fatto sapere Breton durante la conferenza.