L’impegno dei presidenti Ue: “Recovery Fund operativo da gennaio”

(L-R) La Cancelliera tedesca Angela Merkel, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ / POOL]

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha riunito il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e la Cancelliera tedesca Angela Merkel, in qualità di Presidente di turno della Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. Oggetto della riunione i prossimi passi dei negoziati in vista dell’adozione di Next Generation EU (NGEU) e del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP).

La riunione, convocata dalla presidente von der Leyen ai sensi dell’art. 324 del Trattato (TFUE), ha avuto come obiettivo la preparazione dei negoziati interistituzionali che ancora servono per consentire la definitiva adozione del pacchetto NGEU e del nuovo QFP. Le posizioni di partenza sono l’accordo raggiungo in seno al Consiglio europeo e la risoluzione adottata dal Parlamento lo scorso 23 luglio.

Il lungo iter necessario per l’approvazione di programmi di tale importanza non è infatti ancora giunto al termine. Per il Recovery Fund il processo politico era iniziato lo scorso aprile, con la decisione del Consiglio di varare un programma straordinario per far fronte all’emergenza Covid-19. Per il Quadro Finanziario Pluriennale, invece, le trattative vanno avanti addirittura dal 2018. Mettere infatti d’accordo, non tanto la Commissione e il Parlamento, organi politici europei, ma soprattutto i 27 Stati membri, ciascuno dei quali gode di diritto di veto su entrambe le questioni, non è impresa facile e inevitabilmente porta a lentezze e a qualche compromesso al ribasso.

La volontà dei tre presidenti, tuttavia, sembra quella di lavorare in modo da permettere una rapida approvazione di due progetti a dir poco fondamentali per il futuro dell’Unione e dei suoi cittadini. Su proposta della presidente Von der Leyen, i tre presidenti si incontreranno regolarmente, a partire da metà settembre, in modo da coordinare e facilitare il non semplice processo politico.

Le insidie non sono infatti finite. Dopo aver trovato infatti una mediazione tra le posizioni del Consiglio e del Parlamento, affinché i fondi di Next Generation EU diventino operativi, servirà anche una ratifica da parte di ciascuno Stato membro, secondo le proprie procedure costituzionali. L’obiettivo dei presidenti e completare le approvazioni di NGEU e del QFP entro la fine dell’anno, in modo da rendere operativi sia l’uno che l’altro già da gennaio, con la speranza che le ratifiche nazionali non portino sgradite sorprese che rallenterebbero e complicherebbero ancor di più la questione.