L’euro digitale potrebbe ridurre dell’8% i depositi bancari. Panetta (Bce): “Non sostituirà il contante”

La scultura dell'euro di fronte all'edificio principale della Bce a Francoforte sul Meno. [EPA-EFE/RONALD WITTEK]

Secondo le stime di Morgan Stanley le banche dei Paesi piccoli potrebbero essere le più colpite. La digitalizzazione non significa la fine del contante, assicura il membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea.

L’introduzione dell’euro digitale potrebbe ridurre dell’8% i depositi dei clienti delle banche della zona euro, secondo le stime degli analisti di Morgan Stanley. Le banche dei paesi più piccoli, in particolare Lettonia, Lituania, Estonia, Slovacchia, Slovenia e Grecia, potrebbero essere più colpite della media.

Si prevede che nei prossimi mesi la Bce accelererà gli sforzi volti alla creazione di un euro digitale, e anche se il lancio effettivo della valuta potrebbe richiedere ancora un paio di anni. Nel frattempo Francoforte ha pubblicato già un rapporto descrittivo sull’ipotetico euro digitale e un sito di presentazione.

Con il 90% delle banche centrali mondiali al lavoro su valute digitali, gli economisti si interrogano sugli effetti della digitalizzazione dell’economia europea e si chiedono se la moneta digitale possa minare la liquidità detenuta nei conti delle banche o meno.

Secondo uno studio di Morgan Stanley (basato su uno scenario bear case) ogni cittadino dell’Eurozona che abbia superato i 15 anni trasferirà 3.000 euro in un “portafoglio digitale” controllato dalla Bce. L’ammontare è stato indicato da alcuni membri della Bce ed esperti di mercato come un ipotetico limite massimo. “In teoria ciò potrebbe ridurre di almeno 873 miliardi di euro, pari all’8%, i depositi totali nella zona euro, suddivisi in depositi familiari e di società non finanziarie”, si legge nell’analisi di Morgan Stanley.

Francoforte nei giorni scorsi ha assicurato che l’euro digitale affiancherà il contante, ma non lo sostituirà. Il contante “sopravviverà alla rivoluzione digitale, continuando a essere utilizzato per molti anni a venire. Entrambi gli strumenti sono essenziali per il nostro obiettivo di offrire una moneta di banca centrale priva da rischi, al servizio del benessere collettivo, e di preservare il ruolo cruciale della moneta sovrana nel sistema finanziario”, ha dichiarato Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Bce, in occasione di una conferenza sul contante promossa dalla Bundesbank.

Dall’inizio del 2020 il volume di contante depositato presso le banche centrali e commerciali è diminuito del 25% nell’Eurozona. Inoltre nel 2020 circa il 40% dei cittadini europei ha utilizzato il contante con minor frequenza rispetto al passato.

Malgrado la flessione, nella primavera del 2020 l’ammontare delle banconote in euro emesse dalla Bce superava del 4% il valore medio registrato nel precedente quinquennio. La seconda ondata di infezioni ha ulteriormente alimentato la domanda di banconote, determinando una accelerazione che ha raggiunto l’8% alla fine del 2020.

Secondo il board della Bce una carenza di contante potrebbe danneggiare sia i commercianti che i consumatori e rischierebbe di colpire soprattutto le fasce di popolazione a basso reddito. “Secondo analisi recenti – ha spiegato Panetta – una scarsità di banconote genererebbe per la collettività costi di gran lunga superiori ai benefici che deriverebbero dal possibile contenimento delle attività illecite connesse l’utilizzo di contante”. Proprio per questo non si potrà arrivare a una sostituzione del contante con la moneta digitale, che diventerà un “complemento, non un sostituto”.