Lavoro, dalla Commissione europea l’esortazione a garantire salari dignitosi

Operai francesi in una fabbrica della Toyota nei pressi di Valenciennes. [EPA-EFE/SEBASTIEN COURDJI]

L’Unione Europea è stata particolarmente colpita dalla pandemia e a risentirne sono state le imprese, ma anche le famiglie. Ecco quindi che si rende necessario garantire ai lavoratori un salario minimo che garantisca uno stile di vita dignitoso e favorisca la ripresa delle attività.

La Commissione europea ha annunciato l’intenzione di sviluppare regole di base comuni per determinare un salario minimo ai lavoratori. Mercoledì 3 giugno prende infatti il via la seconda consultazione sul tema, dopo quella dello scorso gennaio.

La competenza sul tema del lavoro resta esclusivamente in mano agli Stati membri, perciò l’esecutivo UE sta valutando la strada delle raccomandazioni non vincolanti. È quindi in fase di studio l’introduzione di requisiti minimi obbligatori.

L’iniziativa dell’Ue intende garantire che i salari siano determinati grazie a una contrattazione collettiva funzionante e che i quadri nazionali consentano la determinazione e l’aggiornamento periodico dei salari minimi legali sulla base di criteri chiari e stabili. Richiede inoltre che le parti sociali siano effettivamente coinvolte nella determinazione dei salari minimi legali per garantire la loro adeguatezza, che siano eliminate o limitate le variazioni e le esenzioni a livello di salari minimi e che i quadri nazionali in materia di salari minimi siano effettivamente rispettati ed esistano meccanismi di controllo.

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“La nostra intenzione è garantire che tutti i lavoratori dell’UE siano tutelati da un salario minimo equo, che consenta loro di vivere in condizioni dignitose” ha affermato il vice-presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. “Le parti sociali svolgono un ruolo fondamentale nella negoziazione dei salari a livello nazionale e locale e dovrebbero essere coinvolte nella definizione di salari minimi sia nei paesi che si basano solo su minimi salariali stabiliti con contratti collettivi sia nei paesi con un salario minimo legale”, ha aggiunto.

“Nell’UE un lavoratore su sei è classificato come ‘a bassa retribuzione’ e la maggior parte di questi sono donne” ha ricordato il Commissario europeo per il Lavoro Nicolas Schmit. “Sono queste le persone che fanno andare avanti l’economia anche quando tutto il resto ha dovuto fermarsi”.

Anche la Confederazione europea dei sindacati fa eco alle parole dei commissari. Il segretario generale Esther Lynch ha sottolineato che “i lavoratori non hanno fatto in tempo a riprendersi dalle politiche di austerity varate dopo la crisi finanziaria del 2008. Il documento presentato oggi (3 giugno) rappresenta un passo verso quello che la Commissione von der Leyen aveva dichiarato di voler fare al suo insediamento, ovvero garantire un salario minimo equo per tutti”.

“Dobbiamo riparare agli errori del passato” ha proseguito Esther Lynch, “assicurandoci di non ripeterli in seguito a questa crisi. Ora un’azione ambiziosa e coraggiosa dell’Unione Europea è più che mai necessaria”.