La solidarietà europea e quei 211 milioni all’Italia per le alluvioni

I danni dell'acqua alta del novembre 2019 a piazza San Marco, a Venezia. [EPA-EFE/ANDREA MEROLA]

La notizia è di quelle destinate a non comparire sui media italiani, soprattutto i social. Perché non aiuta la retorica del fallimento (quella che indica come fallimentare tutto ciò che proviene dalla UE), divenuta dominante nel dibattito pubblico sull’Unione Europea.

Ieri il Consiglio ha approvato la spesa che, attraverso il cosiddetto Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, restituirà all’Italia a titolo di indennizzo 211 milioni di euro per i disastri meteorologici delle alluvioni dello scorso autunno.

Si tratta del 75% dei fondi stanziati, pari a 279 milioni di euro, che andranno anche ad Austria, Portogallo e Spagna.

Il Fondo era stato istituito nel 2002 per sostenere l’economia dei paesi dell’Europa Centrale a seguito delle inondazioni che avevano flagellato l’area. Da allora, è intervenuto 80 volte, con risorse per oltre 5 miliardi di euro destinate a 24 paesi UE.

Invece che inneggiare alle inefficienze della UE, sarebbe forse più utile che le risorse umane e le intelligenze del paese venissero impiegate per potenziare questo tipo di fondi, visto che abitiamo un territorio fortemente esposto ai rischi di dissesti idrogeologici ed altre calamità naturali.