La risposta Ue alla Nuova Via della Seta: un piano da 300 miliardi per le infrastrutture

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. [EPA-EFE/FRANCOIS LENOIR / POOL]

L’Unione europea ha lanciato la sua sfida geopolitica alla Cina attraverso un piano di investimenti per le infrastrutture da 300 miliardi. La Commissione europea ha ribattezzato l’iniziativa, che vuole essere un’alternativa alla Belt and Road cinese, Global Gateway.

L’obiettivo è promuovere collegamenti intelligenti, sostenibili e sicuri nei settori del digitale, dell’energia e dei trasporti e rafforzare i sistemi di salute, istruzione e ricerca in tutto il mondo. Per fare questo Bruxelles intende mobilitare fino a 300 miliardi di euro di investimenti tra il 2021 e il 2027.

In particolare, il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus metterà a disposizione fino a 135 miliardi di euro. Fino a 18 miliardi di euro saranno messi a disposizione in forma di sovvenzioni provenienti dal bilancio dell’Ue, mentre le istituzioni finanziarie europee e le istituzioni europee per il finanziamento dello sviluppo hanno pianificato fino a 145 miliardi di euro in volumi di investimenti.

La Global Gateway, spiega l’esecutivo Ue in una nota, si “basa sui risultati della strategia di connettività Ue-Asia del 2018, sui partenariati recentemente conclusi con il Giappone e l’India, nonché sui piani economici e di investimento per i Balcani occidentali, il partenariato orientale e il vicinato meridionale, ma presta anche particolare attenzione all’Africa, all’Asia centrale e all’America Latina”

I partner dovranno rispettare lo stato di diritto, seguire alti standard in materia di diritti umani, sociali e dei lavoratori e rispettare le norme legate alla trasparenza in materia di affidamento. È proprio su questi aspetti che Bruxelles vuole sfidare Pechino, oltre che sul piano della sostenibilità ambientale.

“Sosterremo investimenti intelligenti in infrastrutture di qualità, rispettando le più rigorose norme sociali e ambientali, in linea con i valori democratici dell’Ue e con le norme e gli standard internazionali. La strategia “Gateway globale” fungerà per l’Europa da fonte d’ispirazione nella costruzione di connessioni più resilienti con il mondo”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

I settori chiave su cui concentrare gli investimenti saranno: transizione digitale, transizione energetica, trasporti, connessioni people-to-people e sicurezza delle catene di approvvigionamento. Su quest’ultimo punto la Commissione spiega che “l’Ue lavorerà con i paesi partner per diversificare le loro catene di approvvigionamento farmaceutico. La Health and Emergency Preparedness and Response Authority (HERA) contribuirà anche ad affrontare le strozzature della catena di approvvigionamento internazionale e a stabilire una stretta collaborazione con i partner globali per prevenire future emergenze sanitarie e rafforzare la sorveglianza globale”.

Nel presentare il piano la Commissione europea ha sottolineato la necessità di coordinamento tra questa iniziativa e quella lanciata in occasione del G7 dal presidente americano Joe Biden, Build Back Better for the World. “Questo impegno a collaborare – ricorda Bruxelles – è stato ribadito durante la COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021, in cui l’Ue e gli Stati Uniti hanno riunito partner che condividono gli stessi principi per esprimere il loro impegno comune ad affrontare la crisi climatica attraverso lo sviluppo di infrastrutture pulite, resilienti e coerenti con un futuro a zero emissioni nette”.

L’incognita principale di questa iniziativa riguarda l’accoglienza che questa iniziativa riceverà nei Paesi destinatari, come ha evidenziato l’analista dell’Ispi Alessandro Gili. Il piano di investimenti Ue è ancora poca cosa se confrontato con le risorse mobilitate da Pechino. Le spese complessive della Cina per la Nuova Via della Seta potrebbero arrivare a 1,2 – 1,3 trilioni di dollari entro il 2027, secondo Morgan Stanley.

Il successo della Bri sta anche nel fatto che le banche statali cinesi forniscono gran parte dei prestiti per finanziare i progetti e questo permette alle imprese di lanciarsi anche in investimenti rischiosi. Cosa che, in alcuni casi, ha contribuito ad aumentare in modo preoccupante l’indebitamento dei Paesi beneficiari dei finanziamenti. Per questo nel piano  Global Gateway la Commissione Ue sottolinea l’importanza della sostenibilità finanziaria dei progetti.

L’eurodeputato tedesco dei Verdi, Reinhard Bütikofer, ha detto a Politico Europe che l’Europa deve riuscire a coinvolgere il mondo delle imprese in questa iniziativa per assicurarsi che abbia successo. “A differenza della Cina, non stiamo ordinando alle imprese cosa fare – ha sottolineato Bütikofer –  stiamo collaborando con loro”.