La presidente di Eu40: “Le competenze digitali di base devono diventare patrimonio di tutti in Europa”

L'eurodeputata Eva Kaili, presidente del gruppo EU40. [EP/Michel Christen]

Con l’aumento dell’importanza delle competenze digitali nel mercato del lavoro, specialmente per i giovani, c’è un’urgenza sempre maggiori di affrontare le disuguaglianze causate dal Covid-19, dicono i legislatori.

I giovani hanno subito un impatto sproporzionato dalla crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19. La disoccupazione giovanile era del 15,4% in Ue ad aprile 2020, ma è salita fino al 17,8% a dicembre. Il tasso di disoccupazione in generale, invece, nello stesso periodo è salito solo dello 0,9%.

Secondo un recente progetto di ricerca internazionale, il 60% dei giovani intervistati crede che avrà problemi finanziari in futuro, mentre il 76% pensa che la sua generazione sia educata meglio delle precedenti.

Tuttavia, studenti, insegnanti ed educatori di tutta Europa sono stati costretti a spostarsi alle soluzioni digitali per proseguire le loro attivitàin sicurezza, mentre i sistemi sanitari si preparavano ad affrontare le ondate di contagi da Covid-19.

A gennaio, la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di investire in attrezzature e formazione per mitigare le disuguaglianze tra i bambini che sono sorte per via del crescente uso della didattica a distanza.

“La pandemia di Covid-19 ci ha costretti a spostarci verso le tecnologie digitali”, ha dichiarato a EURACTIV l’eurodeputata socialista Eva Kaili, presidente del gruppo Eu40 al Parlamento europeo. “Mentre la trasformazione digitale è ai massimi livelli in questo momento in Europa, permettendo agli Stati membri di ampliare l’integrazione delle tecnologie digitali nella loro strategia di ripresa, il rischio di disuguaglianze crescenti persiste tuttora”, ha aggiunto.

Kaili ha detto che “tra le tante aree su cui dobbiamo focalizzare l’attenzione, le infrastrutture, le attrezzature, i contenuti e le competenze digitali sono centrali per mitigare i rischi di disuguaglianze crescenti nell’Ue”.

“Questo è particolarmente importante per le nuove generazioni, che saranno chiamate a essere le più resilienti dopo la pandemia, e dobbiamo equipaggiarle per affrontare le sfide future”, ha aggiunto l’eurodeputata greca.

Secondo lei, le crescenti disuguaglianze vanno oltre la regione o il luogo fisico, ma hanno a che vedere anche con il salario e il genere, per cui “un approccio olistico con investimenti trasversali tra i settori, dalle reti e le infrastrutture alla formazione degli educatori, è necessario e deve arrivare fino alle regioni più remote dell’Ue”.

Kaili ha identificato nell’alfabetizzazione digitale, la capacità di programmazione e di sviluppo di codici come alcuni esempi che l’educazione in Ue dovrebbe integrare, sia nei curriculum scolastici che come approccio di insegnamento.

L’uso di tecnologie basate sui dati, come la robotica e l’intelligenza artificiale, e dell’ingegneria di base possono rappresentare stimoli interessanti per l’ambiente di apprendimento futuro, ha suggerito Kaili.

“Il mercato del lavoro del futuro è molto diverso dall’attuale e ci sarà maggiore richiesta di lavori che  si basano sulla creatività, rispetto alla conoscenza”, ha dichiarato. “Già oggi, se chiedi ai giovani quale sia il loro lavoro dei sogni, risponderebbero ‘influencer, artista digitale, programmatore, Youtuber o, più recentemente… Tik-Toker”.

“Al momento, il potere è rappresentato dall’accesso a immense moli di dati. In futuro, il potere sarà sapere cosa ignorare”, ha proseguito, aggiungendo che la nuova agenda sulle competenze europee potrebbe essere lo strumento giusto per assicurarsi che le nuove generazioni abbiano una rete di sicurezza nell’era post-Covid e una certezza legale sulle regole dello spazio e del mercato online.

Kaili ha anche sottolineato che crede che le persone debbano essere supportate e debbano essere loro fornite alternative se decidono di vivere offline o non avessero le competenze per stare online, ma che si dovrebbero ricercare anche le conseguenze psicologiche dell’essere sempre connessi.

“Dobbiamo capire meglio gli effetti delle nuove tecnologie per gli utenti, i lavoratori, i bambini, sviluppare nuove competenze in parallelo e una mentalità più creativa”, ha aggiunto.

“Tuttavia, gli aspetti più importanti della strategia europea dovrebbero essere la traduzione dei diritti fondamentali e dei principi nell’era digitale, che rimanga legata alla dimensione umana e alla vita dei cittadini”, ha concluso Eva Kaili.