La Commissione Ue vuole allentare le regole sugli aiuti di Stato a favore di ambiente e innovazione

La vicepresidente esecutiva della Commissione europea Margrethe Vestager. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Nella seconda metà del 2021 presenterà un’ampia revisione delle regole per facilitare i finanziamenti pubblici a settori strategici.

La Commissione europea vuole lanciare un’ampia revisione delle sue severe regole sugli aiuti di stato. A spingerla verso questa decisione sono la transizione ‘verde’, sulla quale l’Unione europea vuole avere un ruolo da protagonista e il ritardo nella corsa mondiale rispetto allo sviluppo del digitale.

La revisione delle restrizioni sugli aiuti di Stato, finalizzate ad evitare distorsioni nel mercato interno, si è resa necessaria dal momento che gli Stati membri si preparano a ricevere una quantità senza precedenti di fondi Ue per finanziare la ripresa. Le modifiche sono in corso dal 2019 e riguarderanno clima, ricerca e progetti transnazionali all’avanguardia.

La nuova serie di regole, che saranno adottate nella seconda metà di quest’anno, mira a chiarire la situazione giuridica di ciò che può essere fatto con i fondi pubblici non solo per le autorità nazionali, ma anche per le aziende e gli investitori privati.

Le valutazioni condotte dalla Commissione negli ultimi mesi hanno concluso che le regole esistenti sugli aiuti di Stato sono adeguate, servono però degli aggiustamenti mirati per allinearle meglio con le priorità sulle politiche verdi e digitali dell’Ue. In tale contesto, l’esecutivo Ue sta conducendo una “revisione mirata” del regolamento generale di esenzione per categoria. Il testo contiene una lista di settori che possono ricevere aiuti di Stato senza passare attraverso i normali processi di notifica e approvazione, tra i quali rientrano gli aeroporti regionali, le piccole e medie imprese e i soggetti che si occupano di cultura e conservazione del patrimonio.

La Commissione ha spiegato che la revisione mirata punta a migliorare l’interazione tra le regole di finanziamento dell’Ue e quelle sugli aiuti di Stato.

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Bruxelles ha anche consultato i governi sulla possibilità di estendere il regolamento generale di esenzione per categoria per coprire l’attuazione della Recovery and Resilience Facility, il principale pilastro del Recovery Plan, con l’obiettivo di garantire una regolare attuazione dello strumento per raggiungere gli obiettivi ‘verdi’ e digitali.

Inoltre, la revisione terrà conto dei cambiamenti in varie linee guida in corso di modifica, tra cui quelle sugli aiuti regionali, sul clima, su energia e ambiente, finanziamento del rischio, ricerca, sviluppo e innovazione.

Crisi climatica

Sul fronte del clima, l’esecutivo europeo ha lanciato il 7 giugno una consultazione pubblica sulla revisione delle linee guida sugli aiuti di Stato per la protezione dell’ambiente e l’energia, la cui adozione è prevista per la fine del 2021.

“L’Europa avrà bisogno di una quantità considerevole di investimenti sostenibili. Anche se una quota significativa verrà dal settore privato, il sostegno pubblico avrà un ruolo nel garantire che la transizione verde avvenga rapidamente”, ha detto la vicepresidente esecutiva della Commissione con delega alla Concorrenza, Margrethe Vestager.

“La revisione permetterà agli Stati membri di raggiungere gli ambiziosi obiettivi ambientali del Green Deal europeo, riducendo al minimo le possibili distorsioni della concorrenza”, ha aggiunto.

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Nella sue raccomandazioni la Commissione ha proposto di ampliare la portata delle linee guida per coprire nuove aree, come la mobilità sostenibile o l’economia circolare, insieme a tutte le tecnologie che supportano l’European Green Deal. Gli aiuti pubblici potrebbero dunque coprire completamente quei finanziamenti che mancano per sostenere le iniziative in questi campi. Anche la burocrazia ne gioverà, in quanto sarà snellita, mentre ci saranno garanzie per assicurare che gli aiuti di Stato vadano dove necessario e non distorcano il mercato interno.

Innovazione

L’esecutivo Ue vuole anche migliorare il quadro degli aiuti di Stato per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione. Dopo aver concluso una consultazione pubblica all’inizio di giugno, la revisione sarà adottata nella seconda metà del 2021. La Commissione ha proposto poi di aggiornare la definizione di ricerca e innovazione, finalizzata alla ricezione di finanziamenti pubblici, in particolare per le tecnologie digitali. Bruxelles ha anche introdotto nuove disposizioni per consentire il sostegno pubblico alle tecnologie per incentivare gli investimenti, soprattutto nelle piccole e medie imprese, e ridurre la burocrazia.

La Commissione ha condotto revisioni simili anche per le linee guida sugli aiuti regionali per sostenere le imprese delle aree svantaggiate. Il nuovo quadro normativo entrerà in vigore nel gennaio 2022.

L’esecutivo Ue entro fine anno adotterà linee guida aggiornate per promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio e sta valutando se rivedere le regole per sostenere lo sviluppo della rete a banda larga. Infine, presenterà nella seconda metà del 2021, una revisione delle regolamentazioni per i progetti europei di interesse comune, come l’alleanza sulle batterie e sull’idrogeno.