La Commissione UE conferma la sospensione del Patto di stabilità nel 2023. Gentiloni: l’Italia riformi il catasto

"Siamo lontani dalla normalità economica", ha detto il commissario UE all'Economia, Paolo Gentiloni, aggiungendo però che "non stiamo proponendo un ritorno a una spesa illimitata". [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Le regole di disciplina di bilancio imposte agli Stati membri dell’UE, che non vengono applicate da marzo 2020, rimarranno sospese nel 2023 a causa delle conseguenze economiche della guerra in Ucraina, ha annunciato lunedì 23 maggio la Commissione europea.

“L’aumento dell’incertezza e i significativi rischi al ribasso per le prospettive economiche durante la guerra in Ucraina, gli aumenti senza precedenti dei prezzi dell’energia e le continue interruzioni della catena di approvvigionamento giustificano l’estensione” della sospensione del Patto di stabilità e crescita, ha spiegato l’esecutivo europeo in un comunicato stampa.

“Proponiamo di mantenere nel 2023 la clausola generale di salvaguardia”, che consente di derogare temporaneamente ai limiti di debiti e disavanzi fissati dal Patto, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa di presentazione delle raccomandazioni del pacchetto di primavera del semestre europeo, aggiungendo che la clausola dovrebbe essere disattivata nel 2024.

“Ciò offre alle politiche di bilancio nazionali un margine di manovra per reagire rapidamente se necessario”, ha spiegato Dombrovskis, chiedendo tuttavia rigore ai governi europei. “La politica di bilancio”, ha sottolineato la Commissione, “dovrà essere prudente nel 2023, controllando la crescita della spesa primaria corrente finanziata con fondi pubblici. I piani di bilancio degli Stati membri per il prossimo anno dovranno essere definiti all’interno di prudenti percorsi di aggiustamento a medio termine, riflettendo le sfide associate agli alti livelli di debito che sono ulteriormente aumentati a causa della pandemia”.

La politica fiscale deve essere pronta ad adattarsi alle mutevoli circostanze e Bruxelles fornirà ulteriori raccomandazioni dopo l’estate. Il patto di stabilità, che limita i disavanzi pubblici al 3% e il debito al 60% del prodotto interno lordo, è stato sospeso all’inizio del 2020 nel contesto della pandemia globale di Covid-19. La guerra e l’impatto delle sanzioni contro la Russia hanno spinto Bruxelles la scorsa settimana a tagliare drasticamente le previsioni di crescita del Pil per l’UE e la zona euro nel 2022, che ora è stimato al 2,7%, senza escludere un ulteriore deterioramento.

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No alle spese illimitate

“L’estensione della clausola di salvaguardia generale al 2023 riconosce l’elevata incertezza e i forti rischi al ribasso in una situazione in cui lo stato dell’economia europea non si è normalizzato”, ha detto durante la conferenza stampa il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.

 “Oggi – ha aggiunto – le nostre priorità comuni sono gli investimenti e le riforme. Ciò si riflette nelle raccomandazioni ai Paesi presentate oggi, con la loro chiara focalizzazione sull’attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza e sulla transizione energetica”.

Per Gentiloni “le politiche di bilancio dovrebbero continuare a passare dal sostegno universale fornito durante la pandemia a misure più mirate. Mentre affrontiamo il nuovo periodo di turbolenza causato dall’invasione russa dell’Ucraina, i governi devono anche avere la flessibilità per adattare le loro politiche a sviluppi imprevedibili”.

Tuttavia, il commissario ha spiegato di voler “sottolineare due messaggi chiave: siamo lontani dalla normalità economica” e “non stiamo proponendo un ritorno a una spesa illimitata”.

Parole ribadite anche da Dombrovskis: “Il prolungamento della clausola di salvaguardia non è sospensivo delle procedure, anche quella di deficit eccessivo. E quando si valuta la conformità o l’apertura di una procedura per deficit” uno “dei fattori che valuteremo è proprio la conformità rispetto alle raccomandazioni di oggi”.

Nel 2023, ha detto ancora Gentiloni, “le politiche di bilancio nazionali dovrebbero coniugare la spinta agli investimenti con il controllo della crescita della spesa corrente, cosa particolarmente importante per i Paesi ad alto debito, ai quali è chiesto di garantire una politica fiscale prudente il prossimo anno”.

“Nel complesso”, ha affermato il commissario all’Economia, la clausola di salvaguardia generale “aiuterà gli Stati membri a continuare la transizione dal sostegno universale” all’economia, “offerto durante la pandemia, a misure più mirate per mitigare l’impatto della crisi energetica e assistere coloro che fuggono dalla guerra”.

Le raccomandazioni all’Italia

Per quanto riguarda il nostro Paese, la Commissione raccomanda la prosecuzione dell’attuazione del Pnrr, la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e l’aumento della produzione di rinnovabili, e la diversificazione delle fonti di importazione di energia.

Quanto alle raccomandazioni economiche, la Commissione invita Roma a garantire nel 2023 “una politica di bilancio prudente, in particolare limitando la crescita della spesa corrente” e a “espandere gli investimenti pubblici per la transizione verde e digitale e per la sicurezza energetica”, anche facendo uso dei fondi europei, in particolare il Recovery Fund e il nuovo fondo relativo al programma  RePowerEU.

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Per gli anni successivi al 2023, l’obiettivo l’Italia deve “garantire una riduzione del debito credibile e graduale e la sostenibilità di bilancio a medio termine attraverso il consolidamento, gli investimenti e le riforme graduali. Al fine di ridurre ulteriormente le tasse sul lavoro e aumentare l’efficienza del sistema, adottare e attuare opportunamente la legge delega sulla riforma tributaria, in particolare attraverso la revisione delle aliquote marginali effettive, l’allineamento dei valori catastali ai valori correnti di mercato, la razionalizzazione e la riduzione delle spese fiscali”.

Riguardo a questo argomento, Gentiloni ha precisato che “la Commissione non ha nessuna intenzione di massacrare nessuno di tasse”, spiegando che nelle raccomandazioni c’è scritto di “‘aggiornare i valori catastali agli attuali valori di mercato’. Non credo che rappresenti una richiesta di aumentare le tasse ma una necessità per l’Italia di cui il governo è perfettamente consapevole”.