La Commissione Ue approva lo schema di sostegno alla liquidità per le banche italiane

epa08757091 L'Euro-Skulptur di Ottmar Horl si trova di fronte al vecchio edificio della Banca Centrale Europea (BCE) a Francoforte sul Meno, Germania, 19 ottobre 2020. EPA-EFE/RONALD WITTEK

La Commissione europea ha autorizzato l’attivazione di uno schema di liquidità dedicato alle banche italiane in modo da garantire loro un sostegno, in caso di necessità.

La decisione della Commissione Europea darà allora modo allo Stato italiano di rilasciare garanzie sulle passività di nuova emissione e sull’Emergency Liquidity Assistance (ELA) dalla Banca centrale, fino a un importo nominale complessivo di 19 miliardi di euro.

Avranno accesso a questo schema di liquidità solo le banche riconosciute come “solvibili” dall’autorità di vigilanza competente. Sono dunque eleggibili solo le banche che hanno un coefficiente di solvibilità minimo dell’8%, calcolato sulla base del rapporto tra patrimonio e il totale delle attività in bilancio e fuori bilancio, ponderate in ragione dei rischi di perdita per inadempimento dei debitori.

Saranno dunque favorite dalla nuova misura promossa dalla Commissione europea, valida fino al 20 maggio 2021, solo le banche con problemi di liquidità davvero temporanei.

Non siamo insomma di fronte ad un meccanismo salva-banche che permette di condonare cattive gestioni amministrative. La Commissione europea sta semplicemente continuando a fare il possibile per sostenere l’economia del Continente, di fronte alla peggiore crisi dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Dovrebbe far riflettere però la vocazione inevitabilmente – per ora – nazionale di uno schema di liquidità che resta comunque una misura temporanea ed emergenziale. La Commissione europea, anche grazie all’operato della BCE, ha infatti ancora una volta fornito alle autorità nazionali strumenti adeguati a gestire le crisi e le situazioni che rischiano di portare ad un immotivato dissesto importanti infrastrutture dei mercati finanziari.

Il completamento del progetto di Unione Bancaria, da molti anni in cantiere, ma mai pienamente realizzato, torna allora di attualità. Senza infatti la creazione di un vero e proprio mercato finanziario unico europeo, l’Ue sarà costretta a ricorrere sempre più spesso a misure emergenziali, con l’obiettivo di ridurre proprio il rischio sistemico dovuto alla persistenza di un mercato finanziario frammentato.

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