Dombrovskis: la Commissione Ue proporrà di utilizzare ‘l’indebitamento’ per finanziare il Recovery Plan

Il Vice-Presidente Esecutivo per l'Economia Valdis Dombrovskis.

L’esecutivo UE proporrà di utilizzare l’indebitamento sui mercati per finanziare il Recovery Plan che verrà aggiunto al bilancio UE, ha annunciato il vice-presidente della Commissione Europea per l’economia Valdis Dombrovskis lunedì (20 aprile).

“Intendiamo rafforzare la capacità finanziaria del prossimo QFP, oltre quella attuale”, ha detto Dombrovskis ai Parlamentari Europei, riferendosi al prossimo bilancio della UE, il cosiddetto Quadro Finanziario Pluriennale. “Per questo, realizzeremo un fondo addizionale che sarà finanziato sui mercati”, ha aggiunto rivolto ai legislatori del Comitato per lo sviluppo regionale del Parlamento Europeo. Come questo passo verrà esattamente effettuato è ancora oggetto di discussione, ha ammesso. Ma, indipendentemente dal nome, “utilizzeremo l’indebitamento per finanziare la ripresa”.

I commenti di Dombrovskis confermano l’intenzione della Commissione di puntare ad un debito comune della UE per sostenere la ripresa europea dopo la crisi del Covid-19.

La Merkel segnala aperture per un più ampio bilancio UE

La cancelliera tedesca Angela Merkel lunedì ha segnlato un’apertura verso l’aumento degli strumenti di debito del bilancio UE durante una conferenza stampa, insistendo tuttavia che il tutto sia coerente con i Trattati esistenti.

Ad una domanda sulla possibilità di usare il bilancio intero per emettere titoli per finanziare la ripresa, la Merkel ha risposto che si potevano immaginare “questi strumenti più avanti”.

“Avremo bisogno di risposte rapide per affrontare la pandemia e la Germania contribuirà a riposte solidali che vanno oltre i 500 miliardi che già oggi abbiamo”, ha detto la Merkel in riferimento al pacchetto da 540 miliardi sul quale i Ministri delle Finanze UE hanno trovato un accordo il 9 aprile.

La Germania è ancora contraria agli Eurobond – ossia alla mutualizzazione del vecchio debito UE – e rimane riluttante rispetto ad un maggior bilancio UE. Ma la crisi del coronavirus ha modificato la natura del dibattito il Germania.

In particolare, la Merkel ha fatto riferimento alla clausola di solidarietà di cui all’articolo 122 del Trattato UE, utilizzato già durate la crisi finanziaria per realizzare il MES, il fondo salvastati.

Ed è lo stesso articolo del Trattato che è servito alla Commissione come base per il fondo SURE in sostegno della disoccupazione. SURE fornirà assistenza finanziaria sotto forma di prestiti a condizioni favorevoli per realizzare schemi di assicurazione temporanea contro la disoccupazione nei vari paesi con maggiore impatto del coronavirus, dietro opportune garanzie fornite da ciascuno Stato membro.

Il piano spagnolo per la ripresa

L’apertura della Merkel verso nuovi strumenti di solidarietà non significa che la Germania improvvisamente sarà d’accordo nell’emettere un debito comune europeo, idea sostenuta da un gruppo di nove paesi guidati da Italia, Spagna e Francia

E Berlino in questo non è sola. L’idea è stata fortemente rigettata nei paesi nordici, in particolare da Olanda, Finlandia e Danimarca.

Nonostante ciò, la Spagna ha fatto circolare un non-paper lunedì in vista del Consiglio Europeo di questa settimana. L’idea della ripresa, per Madrid, è lontana da quello che hanno in mente altre capitali.

Il Primo Ministro Pedro Sanchez sosterrà che gli strumenti per contrastare la crisi “non dovrebbero essere limitati a misure che aumentano il debito nazionale”, come è adesso, e chiede la realizzazione di un fondo di 1-1,5 miliardi di euro basato su sussidi, da finanziare con debito UE.

Si tratta della somma calcolata dalla Commissione per fronteggiare la crisi, ha detto il Commissario all’economia Paolo Gentiloni in una recente intervista.

La Spagna chiederà inoltre di aumentare i contributi nazionali al bilancio UE, fino all’1,14% del PIL. Secondo il documento, dovrebbero rimanere inalterate le quote destinate alla Politica Agricola Comune ed alla Politica di Coesione, anche se con maggiore flessibilità per consentire trasferimenti in caso di crisi acute come quella del Covid-19.

Madrid sostiene inoltre la reintroduzione di una funzione di stabilizzazione nello strumento di bilancio dell’eurozona – che deve ancora essere messo a punto – e la creazione di uno Schema Europeo di Riassicurazione della Disoccupazione permanente.

Un bilancio UE più forte

Secondo Dombrovskis, “quest’anno una recessione è inevitabile” ma la portata della crisi dipenderà dalle misure adottate per mitigarne l’impatto e far ripartire l’economia.

Finora, l’Unione Europea ha assunto misure senza precedenti di sospensione delle regole di bilancio per consentire ai paesi di avere più spazio per fronteggiare le conseguenze economiche della pandemia. Ha inoltre allentato le regole nazionali per reindirizzare i fondi europei e deciso un pacchetto di sostegno da 540 miliardi di euro.

I leader europei si riuniranno giovedì (23 aprile) per una teleconferenza, per discutere di come finanziare la ripresa una volta terminata la crisi.

In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Charles Michel, Mario Centeno, Presidente dell’Eurogruppo, ha messo in evidenza le divisioni fra gli Stati UE sul finanziamento del piano post-crisi.

“Alcuni Membri erano dell’idea che dovrebbe essere basato sull’emissione di debiti comuni, mentre altri chiedevano soluzioni alternative, in particolare nel contesto del quadro finanziario pluriennale”, ha detto Centeno in riferimento al bilancio settennale della UE.

Tuttavia, alcuni paesi si sono opposti sia a strumenti di debito comune sia all’aumento dei contributi nazionali. E, in piena recessione, raggiungere un accordo potrebbe diventare ancora più complicato.

“Abbiamo bisogno di un QFP ambizioso, con dimensione e capacità d’investimento più ampie rispetto ad oggi”, ha detto Dombroviskis ai MEPs.

La Commissione Europea dovrebbe arrivare con una versione riveduta del bilancio per il 29 aprile. Anche se non sarà pronto entro giovedì, “lo scambio di vedute in senso al Consiglio sarà importante in tal senso”, ha detto.

Dombrovskis ha anche rassicurato sul fatto che il ruolo dei fondi regionali sarà “rafforzato” nella nuova proposta. La ripresa, ha aggiunto, non può avvenire “a spese delle regioni e paesi più poveri”.

Nonostante le differenze fra paesi membri, anche prima della crisi del Covid-19, Dombrovskis aveva detto che la Commissione avrebbe lavorato per avere un bilancio in grado di entrare pienamente in funzione il 1° gennaio 2021 e che non prevede quindi alcun piano di transizione.

“Nel 2020 non potremo avere una programmazione dei fondi come se nulla fosse accaduto”, ha detto Dombrovskis. “Stiamo già lavorando a soluzioni ad-hoc in modo che, dal gennaio 2021, le risorse inizino ad affluire all’economia reale.