La Commissione cede alle pressioni degli Stati membri: Green Deal Pac meno ambizioso

EPA-EFE/GUILLAUME HORCAJUELO

L’ambizione della Commissione europea di legare il programma di sussidi all’agricoltura dell’UE al Green Deal è destinata a cadere vittima delle pressioni degli stati membri in una procedura decisionale a porte chiuse.

La legislazione secondaria per la Politica agricola comune (PAC), nell’ambito della quale la Commissione sta preparando un provvedimento di attuazione sul contenuto dei piani strategici, è attualmente in fase di sviluppo a Bruxelles.

Attraverso i piani strategici, i paesi dell’Unione Europea diranno come intendono raggiungere i nove obiettivi della riforma della PAC e, allo stesso tempo, rispondere alle esigenze dei loro agricoltori e delle comunità rurali.

Le bozze dei piani devono essere presentate alla Commissione europea per l’approvazione entro la fine dell’anno. Ci si aspettava che il provvedimento di attuazione includesse l’obbligo per gli stati membri di specificare come i loro piani strategici contribuiranno al Green Deal.

Tuttavia, alcuni stati membri hanno presentato dei reclami, dicendo che la richiesta va oltre la legislazione di base, come ha detto ad Euractiv.com una fonte UE che ha familiarità con il procedimento.

Sottolineando che gli stati membri hanno il potere di decidere se il provvedimento di attuazione possa passare o meno, la fonte ha spiegato che questa opposizione indica che la Commissione “non crede che questo atto passerà il vaglio della comitatology senza essere massicciamente annacquato o eliminato del tutto”.

Il termine ‘comitatology’ indica il labirinto di comitati interni incaricati di assistere la Commissione nella redazione di misure di attuazione su aspetti tecnici della legislazione dell’UE, come gli atti delegati e la legislazione secondaria.

La strategia 'Farm to Fork' e la sfida della sostenibilità

La parte agricola del Green Deal europeo: è così che – in sintesi – si può definire la strategia europea ‘Farm to Fork’, il piano di durata decennale varato dalla Commissione europea che ha lo scopo di guidare la transizione …

Gli Stati membri partecipano a questi comitati speciali per supervisionare il lavoro della Commissione, e hanno grande voce in capitolo sulle decisioni finali, che sono sempre raggiunte a porte chiuse.

“Non passerà così”

La fonte ha confermato che gli Stati dell’UE nei comitati speciali sono contrari al fatto che il Green Deal sia menzionato nell’atto, “quindi, in questo modo non passerà l’esame”. Perciò, la Commissione è attualmente in procinto di rivedere come si riferirà al Green Deal nel suo provvedimento attuativo, con due opzioni in considerazione: smorzarne le ambizioni o eliminare completamente il riferimento.

“Il Green Deal probabilmente scomparirà o sarà annacquato durante tutta la procedura di comitatology. Ma in ogni caso cambierà”, ha confermato la fonte, aggiungendo che la Commissione sta prendendo molto seriamente le preoccupazioni degli Stati membri. La fonte ha detto ad Euractiv.com che gli stati membri non hanno ancora visto l’ultima bozza dell’atto, ma che probabilmente sarà messa a loro disposizione nella terza settimana di novembre per un’ultima lettura ed eventuali commenti prima della finalizzazione.

Un’altra fonte UE ha detto che, date le forti proteste degli Stati, è molto probabile che l’esecutivo dell’Unione “prepari un pezzo appropriato di legislazione secondaria, che rifletterà l’accordo politico e non andrà oltre gli atti giuridici di base che saranno adottati”.

Per gli Stati membri è essenziale concludere i loro piani strategici entro la scadenza di fine anno. Per questo motivo, la fonte ha detto che la legislazione di base deve essere approvata entro il 2 dicembre. L’ultimo passaggio formale per far passare la legislazione di base è il voto finale del Parlamento europeo, previsto per la prossima plenaria a Strasburgo il 22-25 novembre.

“La Commissione vuole far passare tutto entro il calendario fissato per avere il provvedimento di attuazione entro la fine dell’anno, in tempo per permettere agli stati membri di completare i loro piani strategici”, ha concluso la seconda fonte.