La Bce rivede al ribasso le stime della crescita: Pil al 3,7% nel 2022. Inflazione in salita

La presidente della Bce Christine Lagarde [EPA-EFE/RONALD WITTEK / POOL]

Con la guerra in Ucraina aumentano i rischi economici per l’Eurozona. Lagarde: ” È un momento spartiacque per l’Europa”.

Come previsto la Banca centrale europea non ha apportato modifiche ai tassi d’interesse nell’ultima riunione. Il tasso principale resta a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%.

La crisi in Ucraina è un “momento spartiacque” per l’Europa e la Bce è pronta a fare “tutto il necessario” a sostegno dell’economia, incluso il sostegno della liquidità, afferma Francoforte nella nota pubblicata al termine della riunione del Consiglio direttivo.

La guerra “avrà un impatto concreto su economia e inflazione, indebolendo il commercio internazionale e il clima di fiducia, i suoi effetti dipenderanno dagli sviluppi del conflitto e da possibili ulteriori misure”, ha spiegato la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa, indossando una spilla a sostegno dell’Ucraina.

Le stime su crescita e inflazione

La Banca centrale europea ha anche rivisto al ribasso le stime per la crescita del Pil nell’Eurozona. Le nuove previsioni sono di una crescita del Pil del 3,7% nel 2022, del 2,8% nel 2023 e dell’1,6% nel 2024. A dicembre gli economisti della Banca centrale europea avevano previsto un’espansione annua del Pil pari al 4,2% nel 2022, al 2,9% nel 2023 e all’1,6% nel 2024.

L’inflazione, invece, è stata rivista al rialzo con una previsione annua al 5,1% nel 2022, al 2,1% nel 2023 e all’1,9% nel 2024. L’inflazione esclusa l’energia dovrebbe raggiungere una media del 2,6% nel 2022, all’1,8% nel 2023 e dell’1,9% nel 2024, anch’esse in aumento rispetto alle proiezioni di dicembre. “L’inflazione potrebbe essere considerevolmente più alta nel breve termine – ha detto Lagarde – Tuttavia, in tutti gli scenari, l’inflazione dovrebbe ancora diminuire progressivamente e stabilizzarsi a livelli intorno al nostro obiettivo di inflazione del 2% nel 2024”.

Gli acquisti di titoli rallentano

Francoforte ha confermato che a fine mese si concluderà il programma di acquisti di titoli di stato lanciato per far fronte alla pandemia (Pepp) e che anche gli acquisti mensili di titoli con il piano App saranno ricalibrati. “Tenendo conto del contesto incerto, gli acquisti netti mensili nell’ambito dell’App ammonteranno a 40 miliardi di euro ad aprile, 30 miliardi di euro a maggio e 20 miliardi di euro a giugno, mentre la calibrazione degli acquisti netti per il terzo trimestre dipenderà dai dati e rifletterà la sua valutazione in evoluzione delle prospettive”, spiega la banca.

L’Eurotower ha inoltre aggiunto che se i dati futuri sosterranno la prospettiva di un’inflazione che non si indebolirebbe in caso di conclusione degli acquisti di bond, gli acquisti netti con l’App si concluderanno nel terzo trimestre. La notizia ha fatto impennare lo spread tra i rendimenti di Btp e Bund decennali, che si è portato fino a 172 pb, rispetto ai valori intorno a 150 a cui viaggiava prima dell’annuncio di Francoforte.