La Bce lascia fermi i tassi d’interesse. Da marzo stop al quantitative easing “pandemico”

La presidente della Bce Christine Lagarde. [EPA-EFE/RONALD WITTEK/POOL]

La Bce lascia invariati i tassi di interesse: il tasso principale rimane a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. E il programma di acquisti di titoli di stato per l’emergenza pandemica (Pepp) andrà avanti fino a marzo 2022, come previsto.

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ritiene che i progressi dell’economia e la crescita dell’inflazione “consentano una graduale riduzione del ritmo degli acquisti di attività nei prossimi trimestri”, si legge nella nota del board di Francoforte. “Ma è ancora necessario un accomodamento monetario affinché l’inflazione si stabilizzi all’obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine” e il Consiglio direttivo intende mantenere “flessibilità e facoltatività nella conduzione della politica monetaria”.

Nel primo trimestre 2022 gli acquisti nell’ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica verranno effettuati “ad un ritmo inferiore rispetto al trimestre precedente”, ma potrà aumentare gli acquisti “se necessario a fronteggiare shock negativi derivanti dalla pandemia”.

Il Consiglio direttivo ha poi deciso di estendere l’orizzonte temporale entro cui reinvestirà il capitale dei titoli acquistati con il programma pandemico Pepp una volta che questi arrivano a scadenza. La Bce “ora intende reinvestire il capitale almeno fino alla fine del 2024”.

Al termine del Pepp, il quantitative easing continuerà tramite lo strumento chiamato APP (asset purchase programme), che da 20 miliardi al mese verrà rinforzato a 40 miliardi nel secondo trimestre e a 30 miliardi nel terzo trimestre, mentre dal prossimo ottobre l’APP tornerà al ‘tradizionale’ ritmo mensile.

Per quanto riguarda le operazioni di finanziamento a lungo termine (TLTROs), i rifinaziamenti TLTRO III termineranno “nel giugno del prossimo anno”, con “l’opportuna calibrazione del proprio sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in modo che la politica dei tassi di interesse negativi non limiti la capacità di intermediazione delle banche in un contesto di ampia liquidità in eccesso”.

Ci aspettiamo che “il Pil torni a livelli pre pandemia nel primo trimestre 2022”, ha spiegato la presidente della Bce, Christine Lagarde in conferenza stampa giovedì 16 dicembre. La ripresa dell’economia dell’eurozona continua sebbene a un passo meno sostenuta rispetto ai mesi passati ma si prevede che ci sarà una nuova accelerazione nel corso del 2022. L’economia dell’Eurozona tornerà a livelli pre-pandemia nel primo trimestre del 2022. “L’inflazione è ulteriormente aumentata al 4,9% in novembre e rimarrà al di sopra del due% per la maggior parte del 2022. L’inflazione dovrebbe rimanere elevata nel breve termine, ma prevediamo che diminuirà nel corso del prossimo anno”, ha continuato la presidente della Banca centrale europea. “Rimane inoltre necessario un importante sostegno monetario all’economia per mantenere condizioni di finanziamento favorevoli”.