La Bce dopo vent’anni cambia l’obiettivo di inflazione: 2% simmetrico

L'edificio della Banca centrale europea (Bce) a Francoforte sul Meno in Germania. [EPA-EFE/RONALD WITTEK]

Francoforte ha deciso di rivedere la propria strategia di politica monetaria e annuncia che nelle sue valutazioni entreranno anche le considerazioni sui cambiamenti climatici.

La Banca centrale europea ha annunciato i risultati della revisione della propria strategia di politica monetaria.  Dopo 20 anni Francoforte ha rivisto la “formula” con cui definisce il suo obiettivo di inflazione. Sinora il livello ottimale veniva definito come “vicino, ma inferiore al 2%”. Ora invece sale al 2%. Nel comunicato questo viene definito “un obiettivo simmetrico, il che significa che deviazioni negative e positive dell’inflazione sono ugualmente indesiderabili”.

La nuova strategia

“Quando l’economia opera in prossimità del limite inferiore dei tassi d’interesse nominali, è necessaria un’azione di politica monetaria particolarmente energica o persistente per evitare che le deviazioni negative dall’obiettivo d’inflazione si radichino. Ciò può anche implicare un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente superiore all’obiettivo”, spiega l’Eurotower.

Il Consiglio direttivo della Bce ha anche confermato che i tassi di interesse rimangono lo strumento principale di politica monetaria. Altri strumenti, come la forward guidance, l’acquisto di attività e le operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, “che nell’ultimo decennio hanno contribuito a mitigare i limiti generati dai tassi bassi”, rimarranno “parte integrante del toolkit della BCE, da utilizzare a seconda delle necessità”.

“Pur dando per scontato il mandato principale della Bce di stabilità dei prezzi, la revisione ci ha permesso di mettere in discussione il nostro pensiero, impegnarci con numerose parti interessate, riflettere, discutere e raggiungere un terreno comune su come adattare la nostra strategia”, ha dichiarato la presidente Bce Christine Lagarde. “La nuova strategia – spiega – è una solida base che ci guiderà nella conduzione della politica monetaria negli anni a venire”.

Lotta ai cambiamenti climatici nelle valutazioni

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha stabilito anche una tabella di marcia per incorporare ulteriormente le considerazioni sui cambiamenti climatici all’interno della propria politica monetaria. Francoforte accelererà lo sviluppo di nuovi modelli e condurrà analisi teoriche ed empiriche per monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’economia, il sistema finanziario e la trasmissione della politica monetaria. Saranno sviluppati inoltre nuovi indicatori riguardanti gli strumenti finanziari green e la carbon footprint degli istituti finanziari, nonché la loro esposizione ai rischi fisici legati al clima.