Just Transition Fund, via libera definitivo dei Paesi Ue. All’Italia quasi un miliardo

Veduta delle torri di scarico della centrale a carbone CET South, appartenente alla Power Plant Commercial Company a Bucarest, Romania. EPA-EFE/ROBERT GHEMENT

Dopo l’ok definitivo del Parlamento europeo, il Consiglio Ue lunedì 7 giugno ha adottato il regolamento che istituisce il fondo di 17,5 miliardi di euro per la transizione ecologica equa (Just Transition Fund). Il regolamento sarà ora pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.

Il fondo è parte del meccanismo Ue dedicato alle regioni e ai territori europei più indietro nella transizione ecologica. L’importo totale di 17,5 miliardi (a prezzi 2018) è la somma di 7,5 miliardi disponibili dal bilancio Ue 2021-2027 e di 10 miliardi dal fondo per la ripresa (Next Generation EU) per gli anni 2021, 2022 e 2023. Per l’Italia, le risorse dal quadro ammontano e un totale di 937 milioni.

Cos’è

Il fondo da 17,5 miliardi, di cui 7,5 presi dal quadro finanziario pluriennale e 10 dal Recovery Plan, è stato proposto a gennaio 2020 dalla Commissione europea per affrontare l’impatto sociale, economico e ambientale della transizione verde ed è parte del piano di finanziamento da mille miliardi del Green deal europeo.

Tutti gli stati membri possono avere accesso alle risorse del Just Transition fund, ma verranno concentrate soprattutto su quelle regioni che sono più in difficoltà perché fanno ancora affidamento sui combustibili fossili (carbone, lignite, torba, olio di scisto). Nella distribuzione delle risorse si terrà conto anche del grado di prosperità degli Stati membri. L’Italia riceverà 937 milioni di euro tramite questo fondo. Buona parte delle risorse saranno destinate alla conversione dell’ex Ilva di Taranto e delle zone carbonifere del Sulcis-Iglesiente, in Sardegna.

L’accesso al fondo sarà subordinato all’adozione di impegni a livello nazionale per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Prima di questo impegno gli Stati avranno diritto solo al 50% della loro dotazione.

Le imprese in difficoltà finanziarie potranno ricevere sostegno conformemente alle norme temporanee dell’Ue sugli aiuti di Stato, istituite per far fronte a circostanze eccezionali. Ulteriori risorse possono essere trasferite da altri fondi di coesione, su base volontaria. La quota degli investimenti forniti dai finanziamenti dell’Ue (cofinanziamento) è fissata a un massimo di 85% per le regioni meno sviluppate, 70% per le regioni in transizione e 50% per le regioni più sviluppate.

Su iniziativa del Parlamento, sarà introdotto un “meccanismo di ricompensa ecologica“, se il bilancio del fondo sarà aumentato in seguito alla revisione di medio termine, dopo il 31 dicembre 2024. Queste risorse supplementari verranno distribuite tra gli Stati membri, e i paesi che riusciranno a ridurre le emissioni industriali di gas a effetto serra riceveranno maggiori finanziamenti.

Just transition fund: tutto quello che c'è da sapere e perché riguarda anche l'ex Ilva

Il Fondo per la transizione equa, che fa parte del Recovery Plan, è uno strumento per sostenere la decarbonizzazione delle regioni Ue che più dipendono dai combustibili fossili. L’Italia potrebbe sfruttare questa opportunità per la conversione dello stabilimento di Taranto …

Cosa finanzierà

Il Just transition fund finanzierà: l’assistenza nella ricerca di lavoro, le opportunità di riqualificazione e miglioramento delle competenze, l’inclusione attiva dei lavoratori e delle persone in cerca di occupazione durante il periodo di transizione verso la neutralità climatica, microimprese e incubatori di imprese, università e istituti di ricerca pubblici, investimenti nelle nuove tecnologie energetiche e i progetti di efficienza energetica e mobilità locale sostenibile.

Sono escluse invece la disattivazione o la costruzione di centrali nucleari, inceneritori, le attività legate ai prodotti del tabacco e gli investimenti relativi alla produzione, lavorazione, trasporto, distribuzione, stoccaggio o combustione di combustibili fossili.

A giugno 2020 la Commissione europea ha lanciato la Piattaforma per la transizione giusta, che fornisce informazioni alle parti interessate, pubbliche e private, nelle regioni le cui economie dipendono ancora fortemente dal carbone.