Jean Paul Fitoussi alla Camera dei Deputati: “O l’Europa sarà federale e solidale o non sarà”

L'economista francese Jean Paul Fitoussi. [EPA-EFE/FABIO FRUSTACI]

La Commissione Politiche Ue della Camera, presso l’Aula della Commissione Affari Costituzionali, nell’ambito dell’esame congiunto del Programma di lavoro della Commissione per il 2020 “Un’Unione più ambiziosa” e della Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2020, ha ascoltato in videoconferenza il Professor Jean Paul Fitoussi, economista francese di fama internazionale, docente tra le varie cose alla Luiss School of Government e all’Institut d’Etudes Politiques di Parigi.

Un intervento molto critico e allo stesso tempo evocativo il suo. Con parole molto chiare, pronunciate in italiano, ha spiegato ai deputati di essere profondamente insoddisfatto dell’Europa attuale e al contempo ha parlato esplicitamente di una federazione europea, come unica soluzione.

Con una prima metafora, ha spiegato l’inadeguatezza del sistema europeo attuale: la metafora è quella di una sedia vuota. Secondo Fitoussi al tavolo della globalizzazione a cui siedono le altre grandi potenze, come europei abbiamo deciso di lasciare la sedia vuota: vuota perché abbiamo scelto di non farci sedere l’Europa, a cui non abbiamo voluto dare sovranità, e allo stesso tempo perché non è occupata nemmeno dagli Stati nazionali, anch’essi ormai privi di sovranità.

La sedia vuota significa che “l’Europa non conta nulla nel contesto della globalizzazione” e allo stesso tempo non si mostra solidale.

Ha espresso anche una posizione molto dura rispetto alle misure annunciate oggi con il Recovery Fund. Fitoussi ribadisce nettamente che questa è una crisi che non ha avuto uguali in tempo di pace nella storia dell’umanità e dunque parlare di 500 miliardi o di 1000 miliardi è a suo avviso insufficiente.

La seconda metafora che ha proposto nel suo intervento alla Camera dei Deputati è quella di “una nave che si chiama “Europa” che perde acqua da tutte le parti”. Anche in questo caso un’immagine evocativa che delinea un quadro molto critico: “O l’Europa sarà federale e solidale o non sarà. Non credo vi siano altre soluzioni che funzionerebbero”, ha affermato.

Alla domanda del leghista Maggioni, che gli chiedeva sulla base delle operazioni della BCE per l’emergenza cosa ci fosse da attendersi sulle dinamiche dell’inflazione nel prossimo futuro, Fitoussi ha risposto che non c’è una correlazione diretta tra la liquidità e la massa monetaria, perché la gente non spende e non vende, preferendo prudentemente l’opzione del risparmio. Il problema è che sono stati abbassati i salari dei lavoratori europei, il che deprime la domanda e quindi non giustifica aspettative d’inflazione al rialzo (almeno da quel lato).

Alla deputata Montaruli (FdI) che, mettendo in evidenza le critiche al Recovery Fund chiedeva provocatoriamente se ci fosse davvero differenza tra MES e Recovery Fund, Fitoussi ha risposto che il piano franco-tedesco è un piano solidale, perché prevede “doni e non prestiti” ma “il diavolo è nei dettagli”. In questo caso il problema è quello della condizionalità. Ecco perché la vera proposta solidale a suo avviso sarebbero stati gli Eurobonds. Per avere una sovranità europea, del resto, bisogna avere tasse europee.