In Italia -9,9% del Pil nel 2020: per tornare ai livelli pre-pandemia ci vorranno almeno due anni

Il commissario europeo Paolo Gentiloni. EPA-EFE/Francisco Seco / POOL Pool

Le previsioni d’autunno della Commissione Ue indicano che la ripresa sarà più lenta del previsto.

In Italia la ripresa sarà più lenta di quanto previsto in estate. Quest’anno il crollo del Pil sarà del 9,9% e nel 2021 la crescita sarà solo del 4,1% mentre nel 2022 sarà del 2,8%.A fronte di una contrazione più moderata di quanto previsto a luglio (-11,2%) ci sarà anche una ripresa più lenta. Le stime estive infatti indicavano una crescita del Pil del 6,5%.

“L’Italia si sta riprendendo da un profondo calo della produzione, ma la pandemia e le sue ripercussioni negative persistono e pesano sull’attività economica, in particolare sui servizi. È improbabile che la ripresa sia sufficiente a far tornare la produzione ai livelli pre-pandemici entro il 2022”, scrive la Commissione Ue.

“La a crescita tornerà nel 2021 ma ci vorranno due anni prima che l’economia europea si riavvicini al livello pre-pandemia. Nell’attuale contesto di altissima incertezza, le politiche economiche e fiscali nazionali devono rimanere favorevoli, mentre NextGenerationEU deve essere finalizzato quest’anno ed effettivamente implementato nella prima metà del 2021”, spiega il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni.

Le stime di crescita

Il Pil della zona euro vedrà una contrazione del 7,8% nel 2020 prima di crescere del 4,2% nel 2021 e del 3% nel 2022. A livello di Ue invece si prevede un rallentamento della crescita del 7,4% quest’anno e poi rimbalzo con un +4,1% nel 2021 e un +3% nel 2022. 

La Spagna è il Paese Ue per cui si prevede il calo del Pil più accentuato quest’anno (-12,4%), seguito dall’Italia (-9,9%), dalla Croazia (-9,6%), dalla Francia (-9,4%) e dal Portogallo (-9,3%). Per la Grecia si prevede un calo del 9%, per il Belgio dell’8,4% e per la Germania del 5,6%. Quasi metà degli Stati membri non vedranno una ripresa prima del 2022. I Paesi che hanno un forte settore turistico ci metteranno più degli altri. Solo Germania e Polonia supereranno i livelli di Pil pre-pandemia nel 2022. La seconda ondata della pandemia però frenerà questo rimbalzo.

Debito e disoccupazione

Il deficit italiano salirà al 10,8% nel 2020 e scenderà al 7,8% nel 2021. ll debito invece arriverà al 159,6% del Pil nel 2020 e poi segnare solo limature al 159,5% nel 2021 e al 159,1% nel 2022. Il tasso di disoccupazione sarà del 9,9% quest’anno per poi salire all’11,6% nel 2021 e assestarsi all’11,1% nel 2022. “Non c’à nessuna preoccupazione sulla sostenibilità del debito pubblico dell’Italia come di altri Paesi europei”, ha dichiarato Gentiloni, precisando che c’è la necessità nel medio periodo di “mettere il debito in un percorso sostenibile, cosa pienamente condivisa dal governo italiano”.​ Le misure di bilancio  continueranno a sostenere l’occupazione e i redditi, ma “è improbabile che prevengano una crescita della disoccupazione”.