Il problema dei “voli fantasma” torna a tormentare aeroporti e compagnie aeree

L'aeroporto di Francoforte nel pieno delle restrizioni dovute alla pandemia, il 15 aprile 2020. [EPA-EFE/MAURITZ ANTIN]

Gli operatori aeroportuali e delle compagnie aeree sono bloccati in una discussione sulla possibilità di prorogare nel 2021 una deroga alle regole europee concessa dall’Ue già a marzo, anche se una decisione a riguardo non è prevista fino a metà settembre.

Le compagnie aeree si sono affrettate a spingere per una sospensione delle norme “use it or lose it” che regolano gli slot di decollo e atterraggio negli aeroporti, che le hanno costrette a mettere in cielo aerei in gran parte vuoti per proteggere la loro attività nel 2021.

C’è stato un immediato contraccolpo pubblico e industriale contro il fenomeno noto come “voli fantasma”, che i gruppi ambientalisti definirono un “inutile disastro connesso allo spreco di carburante”.

I legislatori europei, il Consiglio e la Commissione hanno scelto, a fine marzo, di congelare i requisiti fino a fine ottobre. L’esecutivo dell’Ue terrà sotto controllo la decisione, poiché esiste la possibilità di estenderla ulteriormente.

Questa opzione ha già scatenato un battibecco tra il gruppo di compagnie aeree internazionali Iata e l’ente aeroportuale Aci, il primo dei quali vuole che la deroga sia rinnovata e duri per tutto l’inverno fino al 2021.

Il 16 giugno la Iata ha dichiarato che molti vettori hanno appena iniziato a riprendere le loro attività e che una rapida decisione sulla questione degli slot darebbe loro maggiori certezze per il resto dell’anno.

“I governi devono concederle entro la fine di luglio per fornire almeno questa certezza a questa industria assediata e malconcia”, ha detto il direttore generale Alexandre de Juniac. L’Aci obietta, insistendo sul fatto che è troppo presto per prendere una decisione.

“C’è il pericolo che le compagnie aeree utilizzino il sistema di assegnazione degli slot aeroportuali e la flessibilità offerta dalle deroghe per garantire che gli slot aeroportuali non possano essere riassegnati e tenere a bada la concorrenza”, ha aggiunto l’Aci.

Oliver Jankovec, direttore generale di Aci Europe, ha dichiarato che il gruppo ha esortato la Commissione “a seguire un approccio basato sui dati e sulle prove per valutare se l’estensione della deroga oltre la fine di ottobre sarà la misura più appropriata per sostenere il ripristino della connettività aerea”.

La Commissione aveva inizialmente proposto una deroga fino al 30 giugno, che il Parlamento e il Consiglio hanno poi prorogato fino a ottobre, dopo che il forte impatto dell’epidemia di virus sui piani di viaggio è diventato più chiaro.

Secondo il suo programma di lavoro, l’esecutivo dell’Ue deve presentare un rapporto ad entrambe le istituzioni dell’Ue sui livelli di traffico aereo entro il 15 settembre e proporre la prossima linea d’azione sulla base dei suoi risultati.

La Commissione è consapevole del disaccordo tra gli operatori aeroportuali e le compagnie aeree, ma ritiene che sia ancora troppo presto per giungere a conclusioni.

Nel mentre l’Ente nazionale per l’aviazione civile italiana (l’Enac) è intervenuto annunciando di aver avviato “alcune istruttorie per l’erogazione di sanzioni” nei confronti di quelle compagnie “che non applicano il regolamento europeo” che, prevede in caso di cancellazioni e mancata informativa, la riprotezione, il rimborso, “non il voucher”, e la compensazione, “ove dovuta”. L’Ente ha inoltre ribadito che i voli non possono saltare a causa del Coronavirus, alla luce della fine delle restrizioni ai viaggi e agli spostamenti nell’ area Schengen stabilita lo scorso 3 giugno.