Il piano europeo per proteggere le imprese dalle scalate cinesi

La vice presidente esecutiva della Commissione europea Margrethe Vestager durante la presentazione del libro bianco sulle sovvenzioni estere. [EPA-EFE/KENZO TRIBOUILLARD / POOL]

“Tutte le aziende sono le benvenute, purché rispettino tutte le nostre regole. L’era dell’Europa ingenua è finita”, ha scritto su Twitter il commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton, presentando il Libro bianco sulle sovvenzioni estere nel mercato unico. L’obiettivo è frenare le acquisizioni delle aziende europee in crisi da parte di gruppi sovvenzionati da governi stranieri di Paesi terzi, a partire da quello cinese.

“L’economia dell’Europa è aperta e strettamente connessa al resto del mondo. Se vogliamo mantenere questo punto di forza, non dobbiamo abbassare la guardia. Ci servono quindi strumenti atti a garantire che le sovvenzioni estere non causino distorsioni sul nostro mercato, come già si fa per le sovvenzioni nazionali”, ha spiegato Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione Ue responsabile della politica di concorrenza.

Tre moduli

Nel piano che sarà sottoposto ai governi dei diversi Stati membri Bruxelles indica tre approcci o meglio tre “moduli” per utilizzare il termine scelto dalla Commissione. Il primo serve ad individuare gli effetti distorsivi dei sussidi stranieri, istituendo uno strumento generale di controllo del mercato. Potrebbe essere un’autorità nazionale o la Commissione stessa. Se venisse accertata l’esistenza di un sussidio estero, l’autorità imporrebbe dei rimedi per correggere il probabile effetto distorsivo.

Le acquisizioni di società

La seconda opzione mira a contrastare le distorsioni che facilitano l’acquisizione di società europee.  “Le imprese che beneficiano di un sostegno finanziario concesso dal governo di un Paese terzo dovrebbero notificare le loro acquisizioni di imprese dell’Unione, al di sopra di una certa soglia, all’autorità di vigilanza competente”, spiega Bruxelles. La Commissione si propone di ricoprire tale ruolo. Se si dovesse riscontrare che l’acquisizione è facilitata dalla sovvenzione estera e causa distorsioni nel mercato unico, l’autorità di vigilanza potrebbe accettare impegni della parte notificante volti a correggere la distorsione o addirittura vietare l’acquisizione.

Gli appalti pubblici

La terza opzione riguarda gli appalti pubblici. Per evitare che le sovvenzioni estere consentano agli offerenti di acquisire un indebito vantaggio, il libro bianco propone che gli offerenti notifichino all’amministrazione aggiudicatrice i contributi finanziari ricevuti da Paesi terzi. Le amministrazioni e le autorità di vigilanza valuterebbero di volta in volta se la sovvenzione estera abbia falsato l’equità della procedura di appalto, in quel caso l’offerente sarebbe escluso dalla procedura stessa.

L’esecutivo di Bruxelles mercoledì 17 giugno ha avviato una consultazione sul libro bianco che sarà aperta fino al 23 settembre 2020. Sulla base dei contributi ricevuti, la Commissione presenterà le sue proposte di legge per contrastare gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere sul mercato europeo.