Il Parlamento Ue ha approvato la nuova strategia industriale per l’Europa di Calenda

Carlo Calenda. EPA/JULIEN WARNAND

Con 486 voti a favore e solo 109 contrari, oltre a 102 astensioni, il Parlamento Europeo ha approvato il rapporto dell’eurodeputato italiano Carlo Calenda su una nuova strategia industriale per l’UE. Il via libera è arrivato mercoledì 25 novembre durante la plenaria.

Gli eurodeputati con questo rapporto chiedono alla Commissione europea di rivedere la strategia industriale pubblicata nel marzo 2020, e cioè esattamente nei primi giorni della pandemia da COVID-19. Sono passati pochi mesi ma in questo arco di tempo è cambiato tutto nell’Unione: la crisi pandemica, i lockdown in quasi tutti i Paesi, il sistema industriale messo a dura prova, le misure di sostegno a lavoratori e imprese ma soprattutto il piano UE Next Generation.
La proposta, presentata da Carlo Calenda, prevede di articolare la strategia industriale in due momenti distinte, uno incentrato sulla fase di recupero e l’altro sulla ricostruzione e sulla resilienza, soprattutto nel campo dell’edilizia.

Due fasi

La prima fase, necessaria in risposta alla crisi derivata dalla pandemia, dovrebbe concentrarsi sul mantenimento del buon funzionamento del mercato unico, principalmente ricapitalizzando le imprese, salvando posti di lavoro e adattando la produzione a una “nuova normalità” post-COVID. La seconda fase dovrebbe invece avere al centro in maniera più specifica la ricostruzione e la trasformazione dell’industria europea, perseguendo gli obiettivi delle transizioni ecologica e digitale e rafforzando la sovranità industriale dell’UE e la sua autonomia strategica: è questa seconda fase che riprende in maniera più consistente la strategia di marzo. La prima fase in qualche misura mira a salvaguardare la base industriale per chi possa essere competitiva e la seconda fase prevede massicci investimenti in ricerca e innovazione per raggiungere l’obiettivo dell’autonomia strategica.

Due transizioni

Due fasi in cui articolare la strategia industriale europea e due transizioni, quella ecologica e quella digitale, da realizzare per proiettare il sistema industriale europeo nel futuro: questi erano del resto già gli obiettivi della precedente strategia industriale “per un’Europa competitiva a livello globale, verde e digitale”.
Nel blueprint adottato dagli eurodeputati si ribadiscono gli obiettivi della neutralità climatica, secondo il percorso dello European Green Deal, e quello di utilizzare le due transizioni per creare posti di lavoro di alta qualità. In questo senso si parla di un forte pilastro sociale, per affrontare le conseguenze sociali dei cambiamenti strutturali e per aiutare le regioni più colpite a riprendersi non solo economicamente ma anche dal punto di vista sociale.

Quattro priorità

Già la strategia presentata a marzo ruotava intorno a tre priorità chiave, che rimangono dei nodi decisivi: per sostenere la leadership industriale dell’Europa le tre priorità fondamentali individuate in primavera erano quella di mantenere la competitività globale dell’industria europea e la parità di condizioni, a livello nazionale e globale, quella di rendere l’Europa neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050 e quella plasmare il futuro digitale dell’Europa. Il dilagare della pandemia però ha indotto gli eurodeputati a considerare anche un quarto elemento come strategico: un’industria farmaceutica europea basata sulla ricerca per salvaguardare la produzione di alta qualità e garantire medicinali a prezzi accessibili per tutti i pazienti in difficoltà.

Per fare tutto questo bisognerà puntare sulla coesione regionale e sociale, con gli obiettivi di rilanciare l’economia delle regioni maggiormente colpite e di affrontare la disoccupazione e di promuovere il ricorso agli investimenti pubblici, anche nei settori essenziali particolarmente colpiti dalla pandemia. Il punto centrale secondo il Parlamento europeo è quello di sostenere posti di lavoro di alta qualità in tutta l’Unione; nel documento tra l’altro si sottolinea l’importanza della partecipazione dei lavoratori alla gestione e alla governance delle imprese.
Un altro obiettivo chiave da perseguire nell’ambito della nuova strategia a lungo termine per il futuro industriale dell’Europa è quello del superamento del divario retributivo e pensionistico tra i sessi, che continua a incidere sul mercato del lavoro europeo e sulla società europea; Il Parlamento dunque invita la Commissione a tenere debitamente conto della dimensione di genere nell’attuazione della strategia industriale europea, sia nella fase di ripresa che in quella di ricostruzione e trasformazione, valorizzando l’uso di strumenti di bilancio di genere nella definizione degli strumenti finanziari a sostegno della crescita industriale ed economica dell’Unione.