Il commissario all’Agricoltura si oppone ai piani della Pac che limitano il sostegno ai piccoli e medi agricoltori

Janusz Wojciechowksi

Il commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowksi ha affermato che il sostegno ai piccoli e medi agricoltori  costituisce una condizione necessaria per l’approvazione dei piani strategici della PAC degli stati membri, promettendo di opporsi ai piani che limitano l’accesso ai finanziamenti per queste categorie.

Attraverso tali piani, i paesi dell’UE stabiliranno come intendono raggiungere i nove obiettivi della riforma della Politica Agricola Comune (PAC) e allo stesso tempo rispondere alle esigenze dei loro agricoltori e delle comunità rurali. Le bozze dei piani devono essere presentate alla Commissione europea per l’approvazione entro la fine dell’anno.

Durante un’audizione interparlamentare giovedì (18 novembre), il commissario ha chiarito che si opporrà fermamente a qualsiasi piano che limiti l’accesso ai finanziamenti per alcune categorie, in particolare i piccoli e medi agricoltori.

Mentre ha sottolineato che gli stati membri sono autorizzati a perseguire “in una certa misura” le loro politiche, ciò dovrebbe essere ammesso solo sulla base del principio di “accesso generale ai programmi”, ha affermato. “Mi opporrò a qjualsiasi tentativo di limitare l’accesso dei beneficiari limitato a certi gruppi nei piani strategici” ed ha aggiunto: in particolare “alle piccole e medie aziende agricole”.

Si tratta di un cambiamento di tono per il Commissario, che in precedenza è stato riluttante a prendere in considerazione l’idea che i piani potessero essere respinti, puntando invece sul potere di persuasione e sul dialogo per incoraggiare l’ambizione nei singoli piani.

“Non posso nemmeno immaginare o supporre una situazione in cui la Commissione, in modo spettacolare, rifiuti un piano strategico preparato dagli stati membri”, ha detto quando gli è stato chiesto a luglio se la Commissione ha il potere di rigettare un piano non sufficientemente allineato con gli obiettivi ambientali e climatici del Green Deal.

Invece, ha suggerito che l’unico motivo formale diretto per rifiutare un piano è il rispetto degli obblighi legali.

Non è un segreto che il commissario abbia un debole per i piccoli e medi agricoltori, essendo un sostenitore dell’agricoltura familiare e parlando spesso dell’argomento. In un’intervista ad EURACTIV a maggio ha sottolineato come il rafforzamento del sostegno alle piccole e medie aziende agricole sia stata una delle sue principali priorità come Commissario.

“Queste aziende sono sempre più sotto la pressione dell’agricoltura intensiva, con la quale non sono in grado di competere”, aveva affermato, sottolineando che l’UE ha perso circa 4 milioni di piccole aziende agricole negli ultimi dieci anni.

“Il processo sta andando sempre in una sola direzione: meno aziende agricole e più grandi. Dobbiamo controllare meglio questo processo e dare la possibilità ai piccoli agricoltori di sopravvivere”, ha detto.

Durante il suo intervento all’udienza, il Commissario ha anche sottolineato che gli agricoltori non possono essere costretti a cambiare i loro metodi, ma devono invece essere incoraggiati ad attuare ambiziosi obiettivi ambientali.

Per raggiungere ciò ci deve essere “un’offerta adeguata a loro”, ha detto; in particolare serve una sinergia tra la PAC e le altre politiche, sottolineando che i piani strategici degli Stati membri “non possono essere isolati”.

“Gli interventi nei piani strategici devono essere concepiti in modo da contribuire all’attuazione degli obiettivi di altre politiche”, ha affermato, indicando in particolare i programmi di recupero come un’altra possibile via per offrire sostegno agli agricoltori.