Il bailout da 5 miliardi di Renault approvato dall’UE

L'impegno di Renault nella costruzione di veicoli elettrici è stato segnalato dalla Commissione Europea. Qui vediamo la Zoe, utilitaria elettrica, in gara nel Trophée Andros. [Foto: Rodrigo Garrido]

Il salvataggio di Renault da 5 miliardi di euro da parte del governo francese ha avuto il via libera dalla Commissione Europea mercoledì 29 aprile, con l’esecutivo dell’UE che ha sottolineato l’attenzione della casa automobilistica per lo sviluppo dei veicoli elettrici.

Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire ha annunciato la scorsa settimana che Renault, la più grande casa automobilistica del paese, avrebbe ottenuto 5 miliardi di euro dopo che le misure restrittive causate dalla pandemia hanno costretto l’azienda a fermare la maggior parte delle linee di produzione.

Ieri la Commissione ha confermato che il salvataggio è in linea con le nuove regole, più flessibili, sugli aiuti di Stato. Il commissario sulla concorrenza dell’UE, Margrethe Vestager, ha dichiarato che “Renault è un’importante casa automobilistica europea, che impiega direttamente più di 73.000 lavoratori in Europa”.

Il funzionario danese ha aggiunto in una dichiarazione che l’esecutivo dell’UE ha lavorato a stretto contatto con il governo francese per approvare l’aiuto il più rapidamente possibile.

Renault, che ha dovuto rendere part-time oltre il 90% della sua forza lavoro e sospendere il pagamento dei dividendi agli azionisti, otterrà da Parigi una garanzia di prestito per sostenere le sue riserve di liquidità in calo.

Nel suo rapporto sull’utile del primo trimestre, pubblicato la settimana scorsa, la casa automobilistica ha rivelato che le vendite di veicoli sono diminuite di oltre il 25% e che i ricavi sono scesi del 19% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Secondo un portavoce, la produzione riprenderà questa settimana nella sua fabbrica vicino a Parigi – dove viene costruita la sua utilitaria elettrica Zoe – e in alcuni altri siti all’inizio di maggio, dopo che gli stabilimenti automobilistici sono stati chiusi per la prima volta a metà marzo.

Vestager ha sottolineato nella sua dichiarazione che “Renault è impegnata nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione della prossima generazione di veicoli elettrici, il cui lancio è essenziale per raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE”.

Questa competenza nella costruzione di auto elettriche aveva reso Renault una prospettiva interessante per Fiat-Chrysler, che l’anno scorso ha proposto una fusione con la casa automobilistica francese. Il gruppo italo-americano, che ha urgente bisogno di misure di riduzione delle emissioni, ha offerto in cambio un accesso redditizio al mercato statunitense.

Ma la tormentata alleanza di Renault con la giapponese Nissan e il coinvolgimento del governo francese, che detiene una quota del 15% dell’azienda, hanno reso insostenibile l’accordo e Fiat-Chrysler ha invece scelto di trattare con il gruppo Peugeot.

Il mercato europeo delle auto elettriche è in piena espansione, nonostante l’impatto del coronavirus sulle vendite di automobili, poiché le normative europee sul contenimento delle emissioni di anidride carbonica costringono le case costruttrici a ridurre le emissioni dei loro modelli prima della scadenza di fine anno.

Secondo l’ICCT, Concilio Internazionale sui  Trasporti Puliti, le vendite di vetture ibride plug-in sono aumentate del 10% nel marzo di quest’anno, un record che secondo gli analisti è sufficiente a mettere l’industria sulla buona strada per raggiungere il suo benchmark di 95g di CO2.

La cosiddetta alleanza di condivisione tra Fiat-Chrysler e la Tesla di Elon Musk ne fa l’azienda più migliorata in Europa, dopo aver registrato un aumento del 39% delle immatricolazioni rispetto al 2019. Il coinvolgimento di Tesla è avvenuto con un prezzo multimilionario nell’ambito di un’operazione di intermediazione dello scorso anno.

Anche se Renault è in ritardo rispetto alla media UE per le vendite di veicoli elettrici di marzo, l’ICCT stima che i suoi sforzi saranno alla fine sufficienti per far sì che il marchio raggiunga il suo obiettivo entro la fine dell’anno.

Altri costruttori, come Volkswagen, sono in ritardo, ma il gigante tedesco ha ancorato le sue ambizioni di riduzione delle emissioni all’ID:3, un’elettrica compatta ed economica che sarà lanciata nel corso dell’estate.