I taxi aerei sono il futuro dei trasporti. E stanno per diventare realtà anche in Europa

First Cityflight of the aerotaxi Volocopter [EPA-EFE/Franziska Kraufmann]

I taxi volanti, un futuro distopico ancora oggi associato a un cartone animato come “I Pronipoti” o a qualche realtà immaginaria, rappresentano invece un presente più vivo che mai, come dimostrano gli investimenti a livello sia europeo che internazionale. Secondo alcune stime il mercato europeo di questi mezzi crescerà fino a 8 miliardi di euro entro il 2035 mentre raggiungerà la quota record di 29,5 miliardi a livello mondiale. Una crescita testimoniata anche dagli investimenti nelle start up, come i 200 milioni di finanziamento per la tedesca Volocopter, una pioniera in Europa ancora indietro se paragonata all’americana Joby Aviation, specializzata in aerotaxi elettrici e quotata a Wall Street 6,6 miliardi di dollari, o a colossi come Uber e Hyundai, che hanno creato una partnership per sviluppare i primi modelli. 

In un simile mercato l’Europa recita un ruolo di assoluto rilievo, in particolare la Francia. Le prossima edizione delle Olimpiadi si terrà infatti a Parigi nel 2024 e per allora il Paese transalpino spera di poter far sperimentare ai propri visitatori i primi sistemi a decollo e atterraggio verticale VTOL (Vertical Take Off and Landing). Un primo tentativo da perfezionare entro il 2030, quando si spera di poter stabilire un collegamento pienamente funzionante tra la città e l’Aeroporto Charles de Gaulle. La stessa speranza è presente anche in Gran Bretagna. “Penso che vedremo il servizio in funzione nel 2024 o nel 2025. Non appena avranno le loro certificazioni, gli operatori saranno impazienti di poter provare”, ha affermato David Tait, responsabile dell’innovazione normativa presso la Civil Aviation Authority del Regno Unito. “All’inizio sarà difficile immaginare un sistema completamente automatizzato, dove per esempio vieni prelevato nel tuo cortile e lasciato ovunque tu voglia andare”, ha detto. “Quello che probabilmente vedremo inizialmente sono le rotte impostate secondo collegamenti predefiniti”. È chiaro però che a una simile rivoluzione serve arrivare preparati. È soprattutto necessaria una revisione normativa delle regole di volo create per il tradizionale ecosistema dell’aviazione di aeromobili, aeroporti e controllo del traffico aereo, visto che i taxi volanti che volerebbero a bassa quota sulle città e utilizzerebbero aree di atterraggio non convenzionali sono ben diversi. Il progetto di ricerca europeo ASPRID sul controllo del traffico aereo sta analizzando come evitare le intrusioni di droni o veicoli simili nei pressi degli aeroporti. Vi partecipano istituti di ricerca francesi, spagnoli e italiani e tra queste CISA, Centro Italiano Sistema Aerospaziale, e ALI Scarl sono in prima linea. “Il progetto è biennale ed è finanziato dal programma europeo Horizon 2020”, confermano ad Euractiv Italia da Ali Scarl. Non è il solo. Infatti, anche l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (EASA) sta elaborando una modifica dei regolamenti per includere la possibile presenza di vetture volanti che contano di mandare alla Commissione europea in tempo per il 2024/2025.

Il futuro sembra perciò più vicino di quanto non sembri. Il prossimo giugno RATP, l’operatore di trasporto pubblico di Parigi, farà i primi test di prova volo con 31 compagnie selezionate tra i produttori di aerei, gli operatori e i gestori del traffico aereo per comprendere vantaggi e svantaggi del mercato al livello attuale. Lo sviluppo del settore dei taxi volanti alleggerirebbe di molto la mobilità urbana, che nel 2012 fu stimata avere un costo di 110 miliardi di euro nella sola Europa, e aprirebbe scenari interessanti, specie se correlato allo sviluppo di batterie elettriche e di tecnologie di volo senza pilota, che potrebbe arrivare a toccare da 60 a 90 città nel mondo e un numero di veicoli volanti elettrici che va dai 40 ai 60 mila. “Alcune città hanno già alcune strutture con cui potrebbero effettuare i primi voli, visto che le rotte sarebbero molto simili a quelle degli elicotteri”, ha detto Mariya Tarabanovska, consulente per la mobilità aerea urbana, al sito POLITICO. Tuttavia, potrebbero non bastare: il settore mostra ancora profonde lacune sia nella capacità di ampliare i posti della vettura che per quanto riguarda le strutture in grado di ospitarle. L’abitacolo di Volocopter, il Volocity, ha infatti una capacità di soli due posti, di cui uno occupato dal pilota. “È necessario che le compagnie pensino a come liberare il posto del pilota e a portare la capacità dell’abitacolo da 4 a 6 posti se vogliono rendere questo settore redditizio”, sostiene Marie-Claude Dupuis, direttrice di strategia, innovazione e sviluppo di RATP a Le Figaro. Inoltre, servirà avere le strutture adeguate.Stiamo pianificando qualche migliaio di voli al giorno”, sostiene Dupuis, ma per farlo saranno necessari più punti dove farli atterrare. “Per questo dovranno essere costruiti dieci vertiport nella regione parigina per offrire un numero sufficiente di destinazioni ai clienti e ognuno costerà 3 o 4 milioni”, sottolinea Edward Arkwright, direttore generale di ADP, Aeroporti di Parigi.  

Un prezzo che non sembra favorire un accesso per tutti. I taxi aerei sono ancora adesso concepiti per una clientela facoltosa e non per chi potrebbe immaginare di prendere un mezzo volante al posto di uno pubblico. Alcune stime immaginano che nel 2030 i taxi aerei saranno appena l’1% dei viaggi: per capire come renderlo alla portata di tutti serve capire cosa potrebbero gradire gli utenti. A gennaio, il capo dell’EASA Patrick Ky ha annunciato uno studio che chiederà ai residenti di sei città europee cosa pensano dei droni e della più ampia mobilità aerea urbana, a che tipo di servizi sarebbero interessati e quanto rumore tollererebbero. “Non sappiamo ancora dove le persone vorranno volare”, ha detto Tait. “È stato solo dopo un paio d’anni di analisi dei dati davvero ottimali che Uber ha capito davvero dove volevano andare i suoi passeggeri”. I sostenitori ritengono inoltre che la pandemia potrebbe svolgere un ruolo. “Con la lontananza sociale che sta diventando così diffusa, molti di noi potrebbero voler continuare a viaggiare più lontani e preferire il volo VTOL più piccolo e più personale, ad un pullman o un viaggio in metropolitana”, ha detto Tarabanovska. Il futuro, perciò, è ancora tutto da scrivere.