I sindacati europei ai leader: “Approvate subito il Recovery Plan”

Carmelo Barbagallo, Annamaria Furlan e Maurizio Landini, salutano da un balcone durante l'incontro degli Stati Generali dell'Economia a Villa Doria Pamphilj a Roma, il 15 giugno 2020. EPA-EFE/RICCARDO ANTIMIANI

Il 17 giugno 2020 i Segretari generali di Cgil Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Conte, chiedendo che venga recepito l’appello lanciato dalla Confederazione Europea dei Sindacati a sostegno del Recovery Plan.

In vista del Consiglio Europeo di domani 19 giugno, in cui si negozierà la proposta della Commissione Europea sul pacchetto di misure che riguardano il Recovery Plan, “la CES (Confederazione europea dei sindacati) invita i leader di ogni Paese membro a cogliere l’opportunità di cambiare rotta correggendo e accantonando le politiche di austerità degli ultimi anni e perseguendo la strada della crescita e dello sviluppo economico”.
Landini, Furlan e Barbagallo, sostengono che “le risorse europee e un rilancio del progetto europeo stesso sono cruciali anche per l’economia del nostro Paese” e, dunque, auspicano che i leader europei possano approvare il Recovery Plan.

Luca Visentini (Ces): "Le sfide per l'Europa? Occupazione e salario"

Euractiv Italia ha intervistato Luca Visentini, segretario generale della Confederazione europea dei sindacati (Ces), che sottolinea la necessità di avere uno strumento che abbia almeno tre finalità: sostenere la disoccupazione, sostenere l’occupazione attraverso un sostegno al reddito e supportare schemi …

La posizione della Confederazione europea dei sindacati o European Trade Union Confederation (ETUC) è che nella riunione dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi europei non si parli solo di cifre e percentuali ma che si sia coscienti che dietro quei numeri ci sono posti di lavoro, salari, prospettive di vita.
“Oltre 42 milioni di posti di lavoro sono in gioco nei colloqui del Consiglio europeo sul piano di ripresa dell’UE” si legge nel comunicato ufficiale della CES. “Questo è il numero di lavoratori che sono stati posti in disoccupazione temporanea durante la crisi del coronavirus, secondo una ricerca dell’Istituto sindacale europeo”.

Ecco il perché del sostegno del mondo sindacale al Recovery Fund o Next Generation EU: “i leader hanno la responsabilità di salvare il maggior numero possibile di posti di lavoro adottando il piano di ripresa dell’euro di 750 miliardi proposto dalla Commissione Europea”.

Non si tratta solo di salvare posti lavoro però: “i dati della Commissione mostrano che gli investimenti supplementari garantiranno salari reali costantemente più elevati nel prossimo decennio”. Il segretario generale della CES, l’italiano Luca Visentini ha detto che “il piano di ripresa ha il potenziale per ristabilire finalmente la fiducia nell’Europa che i cittadini hanno perso durante l’ultima crisi, facendo una reale differenza nella vita dei lavoratori nel momento in cui ne hanno più bisogno.

Il problema però sono i tempi: “il sostegno non serve a nulla se esiste solo sulla carta. Il denaro deve raggiungere i lavoratori e le aziende in tempo per fare la differenza” e questo significa che il punto è approvare il piano in tempi rapidi, evitando le interminabili discussioni che hanno caratterizzato la gestione della crisi economica precedente. “I lavoratori non ringrazieranno i loro leader nazionali per aver tenuto un piano che potrebbe salvare i loro posti di lavoro con infinite discussioni. Hanno la responsabilità di fare la cosa giusta evitando un’altra crisi economica e sociale prolungata che rischia di diventare una crisi politica per l’UE”.