I Paesi UE propongono un’accisa comune per sigarette elettroniche e tabacco riscaldato

Diversi "gusti" di liquidi per le sigarette elettroniche in un negozio di Monaco di Baviera, 8 Febbraio 2016. EPA/SVEN HOPPE

Secondo la bozza di conclusioni del Consiglio vista in esclusiva da EURACTIV.com è in arrivo una novità rispetto a quei prodotti che rappresentano un’alternativa al consumo dei tabacchi lavorati: gli Stati membri dell’UE chiederanno questa settimana alla Commissione europea di assoggettare i nuovi prodotti come sigarette elettroniche e i prodotti del tabacco riscaldato alla direttiva UE sulle accise sul tabacco. Il che significa tassarli proprio come i prodotti del tabacco tradizionali.

“Le attuali disposizioni della direttiva 2011/64/UE sono diventate meno efficaci, in quanto non sono più sufficienti o troppo limitate per affrontare le sfide attuali e future, per quanto riguarda alcuni prodotti, come i liquidi per le sigarette elettroniche, i prodotti del tabacco riscaldato e altri tipi di prodotti di nuova generazione, che stanno entrando sul mercato”, si legge nella bozza di conclusioni.

Il problema è quello di evitare l’incertezza giuridica e le disparità normative all’interno del mercato unico: sebbene i nuovi prodotti del tabacco siano disciplinati per quanto riguarda l’aspetto sanitario, attualmente non esiste un quadro di accise a livello UE come invece accade per il tabacco tradizionale.

La situazione nel mercato unico infatti è piuttosto frammentata: alcuni Stati membri tassano i liquidi elettronici e i prodotti del tabacco riscaldati con aliquote diverse, mentre altri Stati non li tassano affatto.

Nel gennaio 2018 la Commissione Europea aveva optato per non proporre un approccio unico sulla tassazione delle accise sulle sigarette elettroniche e altri nuovi prodotti del tabacco ma poi nel febbraio 2020, l’esecutivo ha pubblicato un rapporto che suggerisce che per i prodotti recenti e nuovi, la mancanza di armonizzazione sia fonte di preoccupazione dal punto di vista del mercato interno.

Ora che una nuova generazione di prodotti moderni che contengono nicotina o cannabis è disponibile sul mercato, “l’attuale mancanza di armonizzazione del quadro normativo fiscale per questi prodotti sta anche limitando la possibilità di monitorarne loro sviluppo sul mercato e di controllarne i movimenti”, si legge nel documento.

Secondo i dati pubblicati sul sito del Comitato regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le sigarette elettroniche hanno preso d’assalto i mercati globali: una ricerca di mercato condotta da Euromonitor stima che nel 2019 il mercato di sigarette elettroniche avesse un valore di 19,3 miliardi di dollari, una cifra che sembra destinata ad aumentare di anno in anno. 41milioni di persone ne hanno fatto uso nel 2018 ed è probabile che da allora questo numero sia aumentato.

Il Comitato regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che l’unico Paese che sia riuscito a ridurne il consumo in maniera significativa per ora sia la Finlandia: vent’anni fa quasi un quarto dei finlandesi fumava ogni giorno; nel 2018 questo numero è sceso ad appena il 14% ma allo stesso tempo, l’uso della sigaretta elettronica è rimasto moderato – solo l’1% dei finlandesi ha dichiarato di essere un consumatore giornaliero nel 2018.

Tra le norme pionieristiche adottate in Finlandia in materia di sigarette elettroniche figurano soprattutto il divieto di caratterizzare con sapori e aromi i liquidi utilizzati nelle sigarette elettroniche e l’introduzione di limiti di età per gli acquirenti.