Guerra commerciale con gli Stati Uniti: l’UE cerca una tregua

Veduta di un murale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump (D) e del presidente cinese Xi Jinping che si baciano mentre indossano mascherine chirurgiche al Mauerpark (Wall Park) di Berlino, Germania, il 29 aprile 2020. Il governo tedesco e le autorità locali stanno cominciando a prendere in considerazione la graduale abolizione delle restrizioni attuate per fermare la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2 che causa la malattia COVID-19. [EFE / EPA / OMER MESSINGER]

Il principale funzionario commerciale dell’UE spera che le ricadute economiche della pandemia di coronavirus stimolino gli sforzi per risanare i legami commerciali con gli Stati Uniti, impantanati in una faida tariffaria.

Venerdì 15 maggio la Commissione presenterà la sua nuova strategia nei confronti degli Stati Uniti ai funzionari commerciali dei 27 Stati membri, alcuni dei quali vedono con favore questo sforzo per ritessere i rapporti con il presidente americano Donald Trump.

Il commissario UE per il commercio Phil Hogan ha esposto la sua strategia in una lettera del 30 aprile al rappresentante commerciale per gli Stati Uniti Robert Lighthizer, uomo di punta di Trump, scelto per condurre guerre commerciali di tipo protezionistico con l’Europa e la Cina.

“Credo che la crisi attuale rappresenti un’opportunità politica per affrontare questi problemi, e sarei felice di sapere se anche lei è d’accordo”, ha scritto Hogan nella lettera, che è stata vista da AFP.

Una fonte europea ha detto che Hogan e Lighthizer avrebbero avuto una prima conversazione telefonica lunedì, che sarebbe stata positiva.

La Commissione europea, il braccio esecutivo dell’UE, gestisce tutti i negoziati commerciali per l’UE a 27 e rappresenta gli Stati membri presso il WTO (l’organizzazione mondiale per il commercio).Le relazioni commerciali UE-USA si sono deteriorate da quando più di tre anni fa Trump è stato eletto con la promessa di colmare il crescente deficit commerciale del suo paese rispetto al resto del mondo (lo slogan “Make America Great again”)

Le schermaglie con l’Europa ad esempio sono iniziate quando Trump ha imposto tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’UE. La risposta non si è fatta attendere: Bruxelles ha tassato alcuni prodotti iconici americani, tra cui jeans e motociclette. Trump ha anche minacciato anche di mettere dei dazi sulle auto europee, cosa che preoccupa particolarmente la Germania, ma finora ha fatto marcia indietro, sotto la pressione dei legislatori statunitensi.

Hogan ha anche richiamato il caso della disputa tra Airbus-Boeing tra Bruxelles e Washington, che si è protratta per due decenni, in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio. “Sta diventando impossibile spiegare perché l’Unione Europea e gli USA continuino ad essere impantanati in una serie di recriminazioni reciproche sui sussidi aerei”, ha scritto il commissario.

In un documento, redatto dalla Commissione, Bruxelles ha spiegato di ritenere “possibile risolvere rapidamente” questa controversia, così come quella sull’acciaio e l’alluminio. “Siamo in attesa di un segnale da parte degli Stati Uniti per avviare una totale e reciproca marcia indietro”, ha detto Hogan.

“Dirottare l’attenzione”

Lo sforzo di Hogan di provare ad appianare i legami con gli Stati Uniti non è condiviso da tutti gli Stati membri. La Francia in particolare sembra essere di un’altra idea rispetto soprattutto alla questione dell’agricoltura. Proprio la Francia del resto si era opposta ad un “mini accordo” sulle tariffe, o all’idea di snellire i lunghi processi di approvazione normativa su carne e frutta.

Altri invece vogliono che si faccia tutto il possibile per ricucire le relazioni commerciali con Trump prima che la sua campagna per la rielezione raggiunga il momento clou, e prime che la guerra commerciale diventi un perfetto slogan per la campagna.

“Stiamo cercando di evitare che Washington ponga nuove tariffe e stiamo dando a Trump l’opportunità di dirottare l’attenzione dalla terribile gestione della pandemia COVID”, ha detto un diplomatico europeo ad AFP.