Google ha annunciato un piano per pagare i giornali europei

Google ha siglato degli accordi che prevedono pagamenti a oltre 300 aziende dell’editoria in Germania, Francia e altri quattro Paesi Ue per la fornitura di notizie.

Le trattative tra le Big Tech e i grandi gruppi editoriali per il pagamento dei contenuti di questi ultimi sono in corso da quando è stata introdotta la direttiva Ue sul copyright. L’articolo 15 della legge del 2019 concede agli editori “diritti di prossimità”, dando loro diritto a un equo compenso da parte delle piattaforme per il riutilizzo del loro materiale.

“Finora abbiamo stipulato accordi che riguardano più di 300 testate giornalistiche nazionali, locali e specializzate in Germania, Ungheria, Francia, Austria, Paesi Bassi e Irlanda, e molte altre sono in corso di discussione”, ha annunciato Google in un post.

Più di 220 di questi accordi riguardano editori tedeschi, tra cui importanti testate come Die Zeit, Der Spiegel e Frankfurter Allgemeine Zeitung, oltre a molte pubblicazioni locali e specializzate.

A seguito delle polemiche sui mancati pagamenti dei contenuti giornalistici, Google ha avviato varie iniziative per pagare gli editori. L’ultima è “Google News Showcase”, lanciata lo scorso anno, che prevede uno stanziamento iniziale di un miliardo di dollari in tre anni. In sostanza è un programma di licenze che prevede una remunerazione per gli editori firmatari dell’accordo e che porta benefici ai lettori che possono così contare su contenuti di qualità facilmente raggiungibili tramite i motori di ricerca.

In Italia Google ha concluso accordi con 13 gruppi editoriali e 76 pubblicazioni a tiratura nazionale e locale.  Tra le testate rientrano il Corriere della Sera, il Sole 24 Ore, il Fatto Quotidiano, il Giornale.it, il Messaggero e molte altre. Showcase ha coinvolto complessivamente oltre 750 testate giornalistiche in tutta Europa.

Nell’ambito degli accordi Google ha anche lanciato uno strumento che offre agli editori un contratto di anteprima delle notizie esteso che consente al motore di ricerca di mostrare frammenti e miniature a pagamento. Attraverso questo strumento, che sarà disponibile tramite Search Console, agli editori verrà offerto un accordo Extended News Preview (ENP) con Google per questi contenuti.

“È incoraggiante che Google si stia impegnando, contrariamente alle precedenti dichiarazioni dell’azienda, a rispettare le leggi locali e a remunerare gli editori per l’uso dei loro contenuti”, ha dichiarato a EURACTIV Wout van Wijk, direttore esecutivo di News Media Europe. “Dobbiamo però vedere come funziona in pratica”, ha aggiunto, “e capire quali sono i vantaggi per gli editori europei. Sembra proprio un’offerta “prendere o lasciare”, in cui non c’è spazio per la negoziazione dei termini e delle condizioni della licenza”.