Gentiloni: “Ue in recessione storica, soluzioni comuni sono nell’interesse di tutti”

Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa delle previsioni di primavera. [EPA-EFE/KENZO TRIBOUILLARD]

Questa mattina il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni ha presentato un quadro economico ampiamente negativo. Una situazione che tutti si aspettavano, ma che non per questo risulta meno drammatica. 

La pandemia ha infatti stravolto tutti i piani politici ed economici precedenti, trascinando i Paesi europei nella peggiore crisi economica dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Nonostante si preveda da qui a qualche mese una ripresa, alla fine del 2021 l’Ue non sarà ancora tornata ai livelli economici del 2019; soprattutto nei Paesi più colpiti dall’esplosione del Covid-19.
Il commissario Gentiloni ha sottolineato la dimensione mondiale della crisi, che genererà una riduzione del PIL globale di almeno il 3%.

La crisi, sottolinea il commissario europeo, è comune, ma sta colpendo in maniera asimmetrica gli Stati. Ciò è dovuto chiaramente alle condizioni economiche di partenza, al grado di diffusione del Coronavirus in ciascun Paese, ma anche alle diverse caratteristiche del tessuto economico-sociale. Ad esempio, i Paesi che puntano molto su commercio internazionale e turismo soffrono ovviamente in misura maggiore.

A livello europeo, tra i Paesi più colpiti figurano Italia, Spagna e Paesi Bassi, i quali, secondo le previsioni della Commissione europea, avranno le maggiori difficoltà raggiungere nuovamente i parametri economici toccati nel 2019. Ad essi si aggiungono anche Francia, Grecia, Portogallo e Croazia che, in scala leggermente minore, affrontano enormi difficoltà.
Anche lo Stato messo “meno peggio”, la Germania vedrà il proprio PIL crollare di oltre sei punti percentuali, dando corpo alla crisi più acuta, anche in questo caso, dai tempi della Guerra Mondiale.

Le necessarie ed ingenti misure espansive messe in campo dagli Stati membri (22% del PIL europeo) e dalle Istituzioni (4% PIL Europeo), se da una parte non creano per ora grossi rischi di inflazione, in virtù del crollo della domanda, dall’altra hanno la necessità di essere coordinati e gestiti strategicamente a livello europeo, affinché non venga minacciata ulteriormente la coesione interna del mercato unico.

Secondo Paolo Gentiloni, un coordinamento europeo è dunque fondamentale anche per salvaguardare le crisi sociali che non vengono raccontate dagli indicatori e i settori economici più in difficoltà, a partire da quello turistico.
In questo senso Il commissario europeo ha ribadito l’impegno della Commissione a fornire linee guida e regole comuni che possano contribuire al sostegno di un settore così importante per le economie dei paesi europei. 

Gentiloni è anche entrato sulla questione del discusso Meccanismo europeo di stabilità, precisando che nelle prossime ore la Commissione europea inoltrerà all’Eurogruppo un memorandum contenente le condizioni straordinarie di accesso al MES, negoziate dai governi nelle scorse settimane. L’accettazione di tali condizioni e i metodi di fruizione del MES dipenderanno poi dalle decisioni di ciascun governo nazionale.

Mentre la Commissione europea è ancora al lavoro per formulare la proposta del Recovery Fund, Gentiloni ha chiuso la conferenza stampa sottolineando la differenza che esiste tra la crisi attuale e quella che abbiamo vissuto a partire dal 2008.
La posta in palio e i rischi sono molto più alti. Trovare efficaci strumenti comuni per affrontarla non è dunque nell’interesse dei Paesi frugali o dei Paesi più rigoristi; è nell’interesse di tutti. 

“Invece di rimuginare sul passato, dobbiamo guardare al domani e a strumenti futuri, altrimenti ed essere colpiti saranno tutti i cittadini europei”, ha aggiunto.