Gentiloni: “La convergenza delle leggi sull’insolvenza delle società è necessaria”

Il commissario europeo all'economia Paolo Gentiloni. [EPA-EFE/KENZO TRIBOUILLARD / POOL]

La convergenza è necessaria per un’autentica integrazione dei mercati dei capitali, ha spiegato il commissario all’Economia al termine dell’Eurogruppo.

“Stiamo facendo progressi per completare l’unione bancaria e sono fiducioso che raggiungeremo un accordo su un piano di lavoro per rafforzarla”, ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe al termine della riunione dei ministri finanziari dell’area euro di venerdì 16 aprile. L’obiettivo è arrivare a un’intesa entro l’Eurosummit di giugno.

I temi sul tavolo sono sempre gli stessi: il quadro di gestione delle crisi finanziarie, lo schema di garanzia unica di ultima istanza dei depositi bancari, l’esposizione delle banche al debito sovrano, gli aspetti regolatori.

I ministri delle Finanze hanno discusso anche di come migliorare e rendere più simili le leggi sull’insolvenza in tutti e 19 i Paesi della zona euro, per prepararsi meglio all’ondata di fallimenti che arriverà quando i governi ritireranno le misure di sostegno alle imprese.

Attualmente le leggi sull’insolvenza differiscono da paese a paese, rendendo difficile per l’Eurozona affrontare il problema. “Quadri di insolvenza ben funzionanti possono fare una grande differenza per la ripresa”, ha sottolineato Donohoe in conferenza stampa.

L’impennata dei fallimenti aziendali aumenterà i crediti inesigibili nelle banche quando inizierà la ripresa e i governi cominceranno a ritirare gli schemi di sostegno che ora tengono in vita anche imprese che erano già in crisi.

“Le differenze tra Paesi nei regimi di insolvenza portano alla frammentazione dei mercati dei capitali dell’Ue. Questa convergenza è importante anche per evitare l’accumulo di prestiti in sofferenza nei prossimi mesi e per le crisi future”, ha spiegato il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni. La Commissione, ha spiegato Gentiloni, ha iniziato un lavoro preparatorio per identificare le aree in cui la convergenza delle norme sull’insolvenza darebbe benefici tangibili e potrebbe essere utile senza compromettere le norme nazionali, specialmente dove funzionano in modo efficiente.

Accelerando il processo di liquidazione delle imprese, le banche possono sbarazzarsi più velocemente dei crediti deteriorati che appesantiscono i loro bilanci, migliorando la stabilità finanziaria.

Come ha evidenziato la Commissione in un documento preparato per l’Eurogruppo di venerdì, quadri di insolvenza efficienti “sarebbero vantaggiosi per il rafforzamento dell’unione bancaria, favorendo la crescita e la resilienza agli shock asimmetrici e contribuendo a costruire l’unione dei mercati dei capitali”.

Nel documento inviato alle capitali prima dell’Eurogruppo, l’esecutivo Ue ha sottolineato che “i regimi nazionali di insolvenza differiscono tra loro sia nella progettazione che nell’attuazione pratica” e non c’è nemmeno una definizione comune di insolvenza.

Secondo la commissaria europea per i servizi finanziari Mairead McGuinness un quadro più armonizzato per le insolvenze non solo rafforzerebbe la stabilità finanziaria, ma attirerebbe anche gli investimenti necessari per la ripresa europea.

La Commissione europea valuterà anche “se serve una proroga” alla sospensione delle regole sugli aiuti di Stato “con l’ottica di assicurare certezza del diritto” prima che scada, ha annunciato la vicepresidente Margrethe Vestager durante la riunione informale dell’Ecofin, sempre nella giornata di venerdì 16 aprile. Vestager ha ricordato che tramite il quadro temporaneo, introdotto per far fronte alla crisi causata dalla pandemia, sono state approvate  oltre 500 misure di sostegno alle imprese, per un totale di circa 3.000 miliardi di euro.