Fraccaro: “La Bce dovrebbe cancellare i debiti o estenderne la scadenza”

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. [EPA-EFE/Riccardo Antimiani]

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio rilancia l’idea che la Bce cancelli il debito pubblico contratto dai Paesi durante la pandemia.

“La politica monetaria deve sostenere in tutti i modi possibili le politiche fiscali espansive degli Stati membri”, ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro in un’intervista a Bloomberg. Questo potrebbe includere “l’annullamento dei titoli di Stato acquistati durante la pandemia o il prolungamento perpetuo della loro scadenza”. Il sottosegretario ha proposto anche una “regola verde” che esenta dal calcolo del deficit le spese pubbliche legate agli investimenti ambientali.

L’appello non sarà però accolto con favore a Francoforte. La scorsa settimana, infatti, la presidente della Bce Christine Lagarde ha chiuso la questione, ricordando che la cancellazione del debito è vietata dai Trattati. Anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha respinto la proposta, dicendo: “Il miglior modo per cancellare il debito è quello di ridurlo attraverso la crescita economica. È quello che l’Italia si è impegnata a fare con una strategia di finanza pubblica ambiziosa”.

Secondo Fraccaro la base legale per giustificare un intervento del genere si trova in una parte separata del Trattato che obbliga la Bce a sostenere le politiche economiche generali dell’Ue, purché ciò non sia in contrasto con il suo obiettivo primario di assicurare la stabilità dei prezzi. “La Bce non ha problemi di debito: può stampare tutto il denaro che vuole. Può continuare ad acquistare obbligazioni sovrane e permettere agli Stati membri di investire, proteggendoli dal mercato”, ha dichiarato il sottosegretario nell’intervista.

Di quest’ipotesi si è tornati a ragionare dopo un’intervista del presidente del Parlamento europeo David Sassoli a Repubblica. Come ha spiegato Fabio Masini nei giorni scorsi, Sassoli però non ha proposto di cancellare tutti i debiti pregressi degli Stati Europei con un colpo di spugna, come invece fece Borghi nel 2018, ma di raffreddare ed eventualmente congelare gl’interventi d’emergenza.