Fondi Ue, la Procura europea indaga su frodi da 4,5 miliardi

Laura Codruta Kövesi, procuratore capo dell'Eppo. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Da quando l’Eppo è entrato in funzione sono state avviate circa 300 indagini. Di recente la Procura Ue ha anche sottoscritto un’intesa con la Corte dei conti italiana per il contrasto agli illeciti a danno degli interessi finanziari dell’Unione.

La Procura europea sta indagando su varie frodi sospette contro i fondi europei per un ammontare complessivo di 4,5 miliardi di euro. Da quando l’Eppo ha iniziato a lavorare, lo scorso 1° giugno, sono state aperte circa 300 indagini per identificare illeciti ai danni del bilancio Ue.

Queste indagini sono il risultato di più di 1.700 rapporti di sospetta frode ricevuti da tutta l’Unione, alcuni dei quali sono ancora in fase di valutazione. Dei 27 stati membri dell’Ue, 22 partecipano all’EPPO, e quasi tutti forniscono procuratori che collaborano con la procuratrice capo, Laura Kövesi.

Alcune delle indagini riguardano presunte frodi dell’Iva, compresa un’inchiesta su un caso di evasione da 14 milioni di euro che ha visto raid coordinati all’inizio del mese scorso in Germania, Paesi Bassi, Slovacchia, Bulgaria e Ungheria. Altre indagini invece hanno a che fare con il mancato pagamento di alcuni dazi doganali. Tra gli indagati c’è anche una società italiana che importava elettrodi di tungsteno sospettata di averne falsificato l’origine. La Procura europea si aspetta di formulare le prime accuse entro la fine di quest’anno.

L’intesa con la Corte dei conti italiana

Intanto nelle scorse settimane a Lussemburgo l’Eppo e la Corte dei conti italiana hanno sottoscritto un accordo per la cooperazione nel contrasto agli illeciti a danno degli interessi finanziari dell’Unione europea. L’intesa è stata firmata dal procuratore generale presso la Corte dei conti italiana, Angelo Canale, e dalla procuratrice capo Ue, Laura Kövesi.  L’accordo, come ha spiegato la Corte dei conti in una nota, “punta a favorire lo scambio di informazioni sugli illeciti di cui le due autorità vengono a conoscenza e permetterà la condivisione degli elementi utili allo svolgimento delle indagini”.

Le procure regionali della Corte dei conti, coordinate dal Procuratore generale, agiranno per il risarcimento dei danni arrecati al bilancio delle amministrazioni pubbliche, “incluse, ormai da molti anni, anche le istituzioni dell’Unione”.

“Questa competenza – sottolinea la Corte dei conti – che consente di citare dinanzi alla Corte dei conti anche i privati che hanno percepito indebitamente, o distratto, finanziamenti a carico del bilancio Ue, è di fondamentale importanza in una fase caratterizzata dall’attuazione, attraverso il Pnrr, della Recovery and Resilience Facility, che, nell’ambito del Next Generation EU, comporterà investimenti per oltre 600 mld di euro, di cui quasi 200 destinati all’Italia. Si tratta di un afflusso di denaro che si espone a iniziative fraudolente, alcune delle quali già venute all’attenzione dell’opinione pubblica, e il cui corretto utilizzo deve quindi essere protetto dalle istituzioni facendo fronte comune”.