Fondi europei per l’agricoltura: nell’Est Europa frodi e sprechi sono sistematici

bulgaria [EPA-EFE/VASSIL DONEV]

Nei paesi dell’Europa centrale e orientale, i sussidi europei destinati all’agricoltura continuano a venire utilizzati in modo improprio, spesso per ricompensare imprenditori amici. A dirlo è un rapporto, commissionato dai Verdi, che analizza come sono stati utilizzati fino ad oggi i fondi destinati alla Politica agricola comune in Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Romania.

Il rapporto arriva sulla scia di diverse indagini sull’uso improprio dei sussidi agricoli dell’Ue in questi Paesi, che hanno evidenziato questioni che vanno dai conflitti di interesse alla corruzione e alla frode.

L’analisi dimostra che gli Stati dell’Europa centro-orientale non usano pienamente gli strumenti esistenti forniti dalla dalla Pac per sostenere i piccoli agricoltori. E nei casi più gravi le grandi aziende agricole sono favorite. I dati mostrano chiaramente in tutti e 5 gli Stati presi in esami esistono forti legami tra la politica e i maggiori beneficiari dei sussidi. Nel caso della Slovacchia, i fondi agricoli dell’Ue sono diventati un’attraente opportunità di affari per diversi soggetti che non hanno alcun reale interesse per l’agricoltura.

Inoltre emerge una mancanza di trasparenza sull’assegnazione dei sussidi che mina le procedure di controllo pubblico. Secondo il rapporto questo, oltre a ostacolare gli sforzi dell’Ue per raggiungere i suoi obiettivi su questioni importanti come la protezione della biodiversità e la lotta al cambiamento climatico, mina anche la fiducia nell’Ue e la battaglia di Bruxelles per lo stato di diritto.

La Commissione si è rifiutata di commentare il rapporto in questo momento. La rete EURACTIV ha anche cercato di contattare i ministeri dell’agricoltura dei cinque paesi coinvolti, ma ha ricevuto solo una risposta dalla Repubblica Ceca. “Riteniamo che il sistema di sovvenzioni nella Repubblica Ceca sia trasparente. Non daremo altri commenti sullo studio”, ha dichiarato un rappresentante del ministero dell’Agricoltura ceco.

Nel 2019 un’inchiesta del New York Times aveva messo in luce come i fondi destinati all’agricoltura venissero usati dai Paesi dell’Est per ricompensare alleati politici. All’epoca, la Commissione aveva proposto la creazione di un “procuratore europeo”. La nuova Procura europea si è insediata lo scorso autunno e il 2021 è il primo anno che la vede operativa. Ci vorrà ancora un po’ per vedere dei risultati.

Nel frattempo Parlamento europeo ha proposto di individuare un sistema per definire gli “agricoltori attivi” come unici destinatati dei finanziamenti, ma questo dibattito è ancora in corso.

“Abbiamo passato anni a discutere la definizione di un vero agricoltore e ancora molti agricoltori in poltrona scivolano attraverso le crepe”, ha dichiarato il deputato irlandese Chris MacManus a EURACTIV in una recente intervista. “Chiunque abbia letto l’articolo del New York Times del 2019, che ha esposto come politici come Victor Orban imbrogliano il sistema per dirottare milioni di euro di fondi della PAC agli associati, può dire che la corruzione sta causando enormi danni di reputazione alla PAC”.