Fondi di coesione: ok del Parlamento Ue al pacchetto da 330 miliardi per le regioni

Una plenaria del Parlamento Europeo a gennaio 2020. EPA-EFE/OLIVIER HOSLET

Adottato il piano di sostegno regionale del bilancio Ue a lungo termine: c’è però delusione per la mancanza di sostegno ai progetti transfrontalieri e sul monitoraggio della spesa.

I fondi strutturali destinati a promuovere la coesione dell’Ue e la convergenza delle regioni europee sono una delle più antiche politiche comunitarie dell’Unione. Il piano da 330 miliardi di euro varato ammonta a circa un terzo del bilancio settennale dell’Unione. “Questi miliardi per la protezione dell’ambiente e lo sviluppo regionale non devono sparire nelle tasche degli amici degli autocrati”, ha detto ad Euractiv.com l’europarlamentare dei Verdi Ue Niklas Nienaß.

Il politico tedesco ha recriminato sul fatto che il Consiglio europeo ha bloccato le procedure di miglioramento degli strumenti di monitoraggio obbligatori su come vengono spesi i fondi. Blocco che è stato sostenuto durante la presidenza tedesca del Consiglio Ue nella seconda metà del 2020.

Nienaß ha puntato il dito contro la riluttanza della Germania a digitalizzare obbligatoriamente le informazioni. “I fondi di coesione non sono un regalo agli stati dell’Ue” e quelli che lasciano che il denaro finisca nelle tasche sbagliate dovrebbero essere esclusi dai fondi, ha avvertito l’europarlamentare olandese dell’Ue Tom Berendsen (Ppe).

A parte le preoccupazioni per l’uso improprio dei fondi, i legislatori dell’Ue sono abbastanza soddisfatti del risultato complessivo. Durante la seconda lettura nel Parlamento europeo non sono stati presentati emendamenti e tutti i principali legislatori europei hanno consigliato ai loro partiti di votare a favore.

Cavalcare l’European Green Deel 

I fondi strutturali dell’Ue non sono mai stati più verdi. “Il Green Deal si sta facendo strada nelle regioni”, ha detto Nienaß. Il 30% dei 191 miliardi di euro del pesante fondo europeo di sviluppo regionale è destinato a investimenti a favore della transizione ecologica.

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Oltre a questo, un ancora più impressionante 37% dei 43 miliardi di euro del fondo di coesione è riservato a investimenti verdi. In totale, ciò significa che più di 72 miliardi di euro di sostegno per le regioni sono destinati alla lotta contro il cambiamento climatico. Percentuali obbligatorie a parte, il nuovo principio “non fare danni significativi” è stato inserito nei programmi.

La grande quantità di denaro dedicata al cambiamento climatico dà anche potere alla tassonomia dell’Ue, un insieme di regole che stabiliscono quali investimenti possano essere considerati verdi. La tassonomia è stata recentemente sotto tiro per non essere sufficientemente chiara nel definire il ruolo del gas e del nucleare e per essere troppo indulgente verso i progetti sulla biomassa.

Finanziamento di progetti transfrontalieri ridimensionato

“Interreg ha reso i confini meno visibili”, ha dichiarato l’eurodeputato Herbert Dorfmann (Ppe), lamentandosi del fatto che gli stati dell’Ue hanno fatto di tutto per affamare il fondo. Interreg è una politica risalente al 1990 che ha lo scopo di sostenere progetti situati vicino alle frontiere tra gli stati dell’Unione.

L’obiettivo è quello di promuovere la cooperazione territoriale europea. Grazie a questo progetto ad esempio i cittadini cechi possono farsi visitare negli ospedali austriaci con l’aiuto del finanziamento Ue.

“Per le regioni di confine e per quelle che cooperano attraverso le frontiere, il programma Interreg è uno strumento indispensabile che vogliamo rafforzare per il futuro”, ha detto il deputato europeo Pascal Arimont (Ppe), tra i più competenti sull’Interreg. Il fondo aveva 10 miliardi di euro a disposizione nel precedente bilancio settennale, ma il suo budget sarà ora ridotto a 8 miliardi di euro.