Farm to Fork, il Parlamento Ue approva le raccomandazioni per una agricoltura e alimentazione più sostenibili

Nel documento approvato si mette in luce l'importanza di regimi alimentari sostenibili, sani e rispettosi degli animali per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, anche in materia di clima, biodiversità, inquinamento zero e salute pubblica. [lumix2004/Pixabay]

Il Parlamento europeo ha approvato con 452 voti a favore, 170 contrari e 76 astenuti, le sue raccomandazioni per la nuova strategia Farm to Fork per alimenti più sani e sostenibili, per la sicurezza alimentare e un reddito equo per gli agricoltori.

L’esito della votazione, che si è tenuta martedì 19 ottobre, è stato annunciato mercoledì 20. Nel testo approvato, gli eurodeputati hanno sottolineato la necessità di conseguire una maggiore sostenibilità in ogni fase della filiera alimentare, e hanno ribadito che tutti gli attori – dall’agricoltore al consumatore – devono svolgere un ruolo in tal senso.

Affinché gli agricoltori percepiscano una parte equa dei profitti ottenuti da alimenti prodotti in modo sostenibile, i deputati europei hanno chiesto alla Commissione di intensificare gli sforzi, anche attraverso l’adeguamento delle regole di concorrenza, per rafforzare la loro posizione nella filiera.

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Nel documento, inoltre, si mette in luce l’importanza di regimi alimentari sostenibili, sani e rispettosi degli animali per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, anche in materia di clima, biodiversità, inquinamento zero e salute pubblica.

Nelle loro raccomandazioni per un cibo più sano, quindi, i deputati di Strasburgo hanno chiesto di contrastare il consumo eccessivo di carne e di alimenti altamente trasformati ricchi di sale, zuccheri e grassi, anche fissando livelli massimi di assunzione. Quanto ai pesticidi e alla protezione degli impollinatori, il Parlamento intende migliorarne il processo di approvazione e di monitorare il rispetto delle norme per proteggere gli impollinatori e la biodiversità.

Secondo il Parlamento, inoltre, il pacchetto ‘Fit for 55’ della Commissione deve prevedere norme e obiettivi ambiziosi per le emissioni derivanti dall’agricoltura e dal relativo uso del suolo, e criteri rigorosi per la produzione di energia rinnovabile a partire dalla biomassa, mentre i pozzi naturali di assorbimento del carbonio devono essere ripristinati e potenziati.

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“Adesso possiamo dirlo, il Parlamento rimette al centro della Strategia Farm to Fork anche la dimensione sociale ed economica dei nostri sistemi alimentari, dando ai nostri produttori una prospettiva più positiva, che dovrà basarsi su una valutazione ex-ante dell`impatto combinato di tutti i target individuati, e su proposte proporzionali al loro raggiungimento, che salvaguardino la competitività dei produttori europei”, ha detto Paolo De Castro, eurodeputato del partito democratico e coordinatore del gruppo dei socialisti europei nella commissione Agricoltura.

“Non siamo soddisfatti” però “sul fronte dell`etichettatura nutrizionale”, ha aggiunto: “Pur avendo contrastato molti attacchi alle nostre eccellenze, ottenendo che eventuali sistemi di etichettatura nutrizionale non influenzino i consumatori tramite sistemi a colori e siano basati su differenti porzioni per i vari prodotti, come invece vorrebbero le grandi multinazionali del cibo a favore del NutriScore, la natura obbligatoria richiesta nel testo non va nella direzione da noi auspicata”.

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Secondo l’eurodeputata di Europa Verde, Eleonora Evi, “l’esito del voto è senza dubbio incoraggiante”, perché “il Parlamento esprime il suo forte supporto agli obiettivi di maggiore sostenibilità ambientale proposti dalla Commissione nell’ambito del Green Deal europeo per il settore agricolo, chiedendo che questi diventino giuridicamente vincolanti”.

“Dopo che le istituzioni europee hanno fallito l’obiettivo di una politica agricola comune all’altezza delle sfide poste dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità, la strategia Farm to Fork si configura come un’occasione imperdibile per rendere più sostenibile il sistema alimentare europeo, riducendo l’uso di pesticidi e di antibiotici in agricoltura, gli sprechi alimentari a tutti i livelli della catena di approvvigionamento, aumentando la superficie agricola dedicata alla biodiversità e quella dedicata al biologico e favorendo la transizione verso diete più sane e sostenibili, riducendo il consumo di carne e prodotti animali”, ha concluso Evi.