Eurozona, continua una ripresa record per le imprese

Una operaia assembla una parte di una Fiesta nello stabilimento della casa automobilistica Ford a Colonia, in Germania, il 18 gennaio 2019. EPA-EFE/FRIEDEMANN VOGEL

L’attività economica dell’Eurozona nel mese di agosto ha continuato a espandersi a uno dei tassi più elevati degli ultimi due decenni, con un ritmo di crescita solo lievemente più basso rispetto al record di luglio a causa dei ritardi sulla catena di distribuzione. Per la prima volta nel periodo pandemico, l’espansione del settore terziario ha superato quella del manifatturiero, sostenuta dalle progressive riaperture rese possibili dal progredire della campagna vaccinale. 

La domanda supera l’offerta; gli incassi per le imprese aumentano anche in ragione dl fatto che le vendite hanno registrato un nuovo rialzo e ad uno dei tassi più rapidi degli ultimi 20 anni; e aumentano quindi anche le nuove assunzioni. Anche se nel manifatturiero si è notato un rallentamento del tasso di creazione occupazionale, la crescita nel terziario ha toccato il valore più alto registrato da settembre 2018.
Il Flash Composite Purchasing Managers’ Index di IHS Markit è sceso a 59,5 in agosto rispetto al 60,2 registrato il mese scorso, appena al di sotto della stima della Reuters del 59,7. Ma siamo comunque abbondantemente sopra alla soglia del 50, che separa la crescita dalla contrazione. Sono due fattori che hanno portato ad un leggerissimo rallentamento rispetto a luglio: le interruzioni della catena di approvvigionamento che continuano a pesare, senza le quali le attività avrebbero potuto espandersi più velocemente, e il timore diffuso che nuovi ceppi di coronavirus possano portare a nuove restrizioni in autunno. Il valore di agosto, ad ogni modo, eguaglia quello di giugno, registrando con quest’ultimo la seconda espansione più rapida dal 2006.

Sia il settore dei servizi che quello manifatturiero stanno andando bene in Germania, confermando che la più grande economia europea traina la ripresa dell’Eurozona. Anche se pesano le incertezze sulla variante Delta: la recrudescenza della pandemia potrebbe mettere a dura prova l’economia in autunno, ha detto la Bundesbank nel suo ultimo rapporto mensile. In Francia, la seconda economia più grande dell’UE, la crescita dell’attività commerciale è rallentata rispetto a luglio ma è rimasta resiliente; i problemi con le forniture di beni e i protocolli sanitari COVID-19 hanno avuto un impatto sul commercio.
L’altra faccia della medaglia è che i costi, uniti all’impennarsi della domanda, hanno generato un incremento record dei prezzi medi di vendita di beni e servizi, come ha intuito chi si è mosso per le vacanze nelle ultime settimane o ha fatto acquisti. Il tasso di inflazione annuale dell’area dell’euro è stato del 2,2% a luglio 2021, in aumento dall’1,9% di giugno. Anche se secondo Eurostat è proprio nelle destinazioni turistiche che si è registrato un incremento minore: i tassi annuali più bassi sono stati registrati a Malta (0,3%), Grecia (0,7%) e Italia (1%).