Eurostat: a ottobre inflazione Eurozona confermata al +4,1%

Epa [EPA/BRITTA PEDERSEN]

Il tasso di inflazione annuale dell’area dell’euro a ottobre è stato del 4,1%, in aumento dal 3,4% di settembre. Nella Ue-27 ha toccato il 4,4%, in aumento dal 3,6% di settembre. Lo riferisce Eurostat confermando la stima di fine ottobre.

I tassi annuali più elevati sono stati registrati in Lituania (8,2%), Estonia (6,8%) e Ungheria (6,6%). I più bassi a Malta (1,4%), in Portogallo (1,8%), Finlandia e Grecia (entrambe 2,8%). Rispetto a settembre, l’inflazione annuale è aumentata in tutti i ventisette Stati membri.

La spinta all’impennata dei prezzi nell’area euro a ottobre è arrivata soprattutto dall’energia (+2,21 punti percentuali), seguita dai servizi (+0,86 pp), dai beni industriali non energetici (+0,55 pp) e dai generi alimentari, alcolici e tabacco (+0,43% pp).

“L’inflazione si modererà il prossimo anno, ma ci vorrà più tempo di quanto inizialmente previsto”, ha spiegato nei giorni scorsi la presidente della Bce, Christine Lagarde, facendo il punto sulle prospettive economiche dell’Eurozona in audizione alla commissione Problemi economici del Parlamento europeo.

“La carenza di materie prime, attrezzature e manodopera pesa sulla produzione manifatturiera, indebolendo le prospettive a breve termine. Sebbene la durata dei vincoli all’offerta sia incerta, è probabile che persistano per diversi mesi e si attenuino gradualmente solo nel corso del 2022”, ha detto Lagarde.

“Anche dopo la fine dell’emergenza pandemica, sarà comunque importante che la politica monetaria, compresa l’opportuna calibrazione degli acquisti di obbligazioni, sostenga la ripresa in tutta l’area euro e un ritorno sostenibile dell’inflazione al nostro target del 2%”, ha continuato la presidente della Bce, ricordando che a dicembre Francoforte annuncerà le sue intenzioni sul futuro del programma di acquisto di titoli di Stato. “La sfida non è ancora finita, le decisioni che vengono prese dai decisori politici continueranno a determinare la forza della ripresa”, ha aggiunto.

L’implementazione del Next Generation Eu dovrebbe contribuire a ridurre il divario sulla ripartenza delle economie dei diversi Paese Ue. “Alcuni Paesi ritorneranno al livello pre-pandemico prima di altri e alcuni dovranno aspettare qualche mese e trimestre in più, questo ha a che fare con la gravità della crisi, le misure di contenimento adottate e le differenze della struttura economica”, ha spiegato Lagarde, evidenziando che “la direzione della ripresa è migliore” di quanto previsto.