European Fiscal Board: necessaria l’adozione di politiche fiscali restrittive per la riduzione del debito pubblico

"Posizioni di bilancio più prudenti contribuirebbero ad allineare la politica fiscale e la politica monetaria e a ricostruire le riserve di bilancio per crisi future" afferma il presidente dell'European Fiscal Board Niels Thygesen

Si dibatte ormai da tempo sull’adozione delle politiche di bilancio più efficaci per risanare i delicati equilibri dell’economia europea stravolti dall’avvento della pandemia Covid-19 nel marzo 2020 e ulteriormente compromessi dall’invasione russa dell’Ucraina a due anni di distanza.

La risposta europea alla grave recessione economica post-pandemica si era mossa all’insegna della collaborazione e della solidarietà (a partire dall’adozione del Next Generation Eu) ponendo solide basi per una forte ripresa, che si prevedeva continuasse fino al 2023 con un aumento medio annuo del Pil reale superiore al 4%.

Tuttavia, tali incoraggianti prospettive hanno finito per scontrarsi con le aspre ripercussioni innescate dal conflitto russo-ucraino che si ritiene possa portare ad una riduzione della crescita economica di circa 1,5 punti percentuali nel 2022, in base a quanto si legge nell’ultimo documento redatto dall’European Fiscal Board (Efb) in tema di valutazioni sull’adozione delle strategie di bilancio più appropriate per l’area dell’euro nel 2023.

L’European Fiscal Board, organo consultivo della Commissione presieduto da Niels Thygesen, nelle proprie valutazioni per il prossimo anno risulta molto chiaro nel sostenere come il consolidamento di bilancio rappresenti un obiettivo di primaria importanza specialmente per i Paesi ad alto debito, sottolineando inoltre come “misure di sostegno mirate introdotte in risposta agli aumenti dei prezzi dell’energia non dovrebbero dissuadere tali Paesi” dal perseguire una “traiettoria discendente” del debito pubblico.

La guerra in Ucraina “ha causato uno shock molto significativo”, ha spiegato il presidente dell’Efb analizzando il contesto e le prospettive economiche alla base della valutazione. Nei due scenari di previsione al ribasso, presentati in primavera dalla Commissione per illustrare l’incertezza delle prospettive economiche, le proiezioni di crescita restano positive nel 2023, con un Pil reale oltre i livelli del 2019 già nel 2022.

“Tuttavia, L’impatto economico previsto per il 2023 è più modesto. Il Pil reale dovrebbe aumentare del 2,3%, al di sopra dei tassi osservati negli anni precedenti alla pandemia, soprattutto grazie alla robusta spesa dei consumatori e all’aumento degli investimenti” si legge nel documento dell’Efb.

L’Efb che già lo scorso anno si era pronunciato sulla necessità di trovare il giusto equilibrio in tema di politica fiscale tra coercibilità, semplificazione e flessibilità attraverso un quadro normativo basato su un valore di riferimento per il debito, torna di nuovo sul tema affermando come “posizioni di bilancio più prudenti contribuirebbero ad allineare la politica fiscale e la politica monetaria e a ricostruire le riserve di bilancio per crisi future”.

“La politica fiscale – ha spiegato Thygesen – dovrebbe concentrarsi sulla protezione delle famiglie vulnerabili attraverso misure ridistributive mirate e temporanee”.

In accordo con la Commissione, l’Efb ribadisce infine “la necessità di passare a posizioni di bilancio prudenti” e la necessità che nel medio termine, i paesi ad alto debito perseguano strategie mirate ad una costante riduzione del debito pubblico.