Eurogruppo, trovato l’accordo sulla riforma del Mes

Paschal Donohoe [European Council]

L’Eurogruppo di lunedì 30 novembre ha approvato la riforma del Meccanismo europeo di stabilità. “Abbiamo raggiunto un accordo sulla riforma. A gennaio firmeremo il trattato e avvieremo la procedura di ratifica a livello nazionale”, ha annunciato il presidente Paschal Donohoe.

La riforma svilupperà ulteriormente gli strumenti a disposizione del Mes e rafforzerà il ruolo del fondo salva-Stati nella progettazione, negoziazione e monitoraggio dei programmi di assistenza finanziaria. Al Meccanismo europeo di stabilità verrà attribuita una nuova funzione di paracadute per il fondo di risoluzione unica delle banche. I ministri hanno concordato che la rete di sicurezza entrerà in vigore già nel 2022, due anni prima del previsto.

Le novità

Il Fondo unico di risoluzione potrà fare ricorso al Mes solo in ultima istanza, cioè se avrà esaurito le sue risorse e il Single Resolution Board, che lo controlla, non fosse in grado di raccoglierle in altro modo. Il Meccanismo europeo di stabilità potrà anche mediare tra Stati e investitori privati qualora fosse necessaria la ristrutturazione di un debito pubblico. Inoltre, nei prossimi programmi di assistenza finanziaria, ogni memorandum d’intesa verrà firmato sia dalla Commissione che dal direttore del Mes. Per quel che riguarda le clausole di azione collettiva (Collective Action Clauses) con la riforma verrebbero introdotte le Single-Limb Cacs.

Le reazioni

“L’accordo è un’ottima notizia per la resilienza e la stabilità dell’Eurozona – ha sottolineato il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni – .Oggi abbiamo compiuto un passo determinante, che ha dimostrato anche la volontà di tutti i ministri di arrivare a un compromesso”.

Il testo approvato è “equilibrato, in linea con nostre richieste e rappresenta un passo avanti verso un’unione bancaria”, è il commento del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che in audizione davanti alle commissioni Bilancio, Finanze e Unione europea di Camera e Senato aveva sottolineato come l’accordo fosse “di importanza strategica per assicurare un’ulteriore rete di sicurezza per la stabilità del sistema bancario”.

La riforma non ha nulla a che vedere con la linea di credito di emergenza che potrebbe garantire all’Italia 37 miliardi di prestiti da spendere per la sanità. Nonostante questo, tra le fila del Movimento 5 Stelle, che si è a lungo opposto al Mes in tutte le sue declinazioni, non sono mancate le polemiche per il via libera dell’Italia.

L’accordo ora dovrà essere firmato da tutti gli Stati dell’Eurozona e poi ratificato dai Parlamenti nazionali. “Sono soddisfatto perché questa riforma ci porterà verso il completamento dell’Unione bancaria e aumenterà la fiducia nei mercati”, ha dichiarato il presidente del Mes Klaus Regling. “È bene ricordare che il Mes è l’ultima spiaggia per i 19 Paesi dell’Eurozona, la ratifica del trattato consentirà al Meccanismo europeo di stabilità di svolgere un ruolo più forte”.