Eurogruppo, restano le divisioni sul Patto di stabilità. Gentiloni: “Ottimismo per un’intesa”

Il commissario europeo all'economia Paolo Gentiloni alla riunione dell'Eurogruppo. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Nella riunione dell’Eurogruppo di lunedì 17 gennaio uno dei temi principali è stata la riforma del Patto di stabilità e crescita, su cui si è avuta una “discussione positiva” nelle parole del commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni.

La prima riunione dell’Eurogruppo del 2022 ha visto tra i temi principali la riforma del Patto di stabilità e quella del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). “Abbiamo avuto una discussione molto interessante”, ha dichiarato il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni.

“Non traiamo alcuna conclusione, ma penso che ci sia la consapevolezza che non siamo in un nuovo capitolo di una vecchia storia, ma con sforzi sinceri per trovare un punto di incontro mi fa essere più ottimista sul fatto che questa storia si possa scrivere assieme”, ha detto Gentiloni.

“Nella precedente crisi abbiamo impiegato sette anni per tornare ai precedenti livelli di Pil. In questa, già alla fine del 2021 siamo ai livelli precedenti”, ha aggiunto. “Abbiamo imparato alcune lezioni, prima di tutto l’importanza di avere politiche monetarie e fiscali autonome che lavorino sullo stesso orizzonte, ma anche a proteggere il lavoro”, ha proseguito.

Gentiloni ha concluso il suo intervento in conferenza stampa ricordando che “nelle prossime settimane la Commissione presenterà le sue linee guida sulle politiche di Bilancio 2023, e nei prossimi mesi trarremo le conclusioni e presenteremo le nostre proposte”.

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Il nuovo ministro delle finanze tedesco Christian Lindner, che partecipava al suo primo Eurogruppo, ha detto che “è cruciale continuare a prestare attenzione all’importanza delle regole fiscali. Sono cruciali per mantenere la credibilità del governo di fronte ai mercati di capitali”.

Le regole di bilancio europee impongono un debito di governo massimo del 60% rispetto al Pil annuale e un deficit annuale del 3%. La regola del debito è però spesso violata nell’Ue: Francia e Belgio hanno raggiunto Italia, Spagna e Grecia nel superare un rapporto debito/Pil del 100%.

Le regole sono state sospese durante la pandemia, ma torneranno a valere alla fine dell’anno. Alcuni Stati sperano di poter avere delle soglie più favorevoli. “Sono molto a favore della riduzione dei debiti sovrani”, ha detto Lindner.

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Tuttavia, il ministro francese Bruno Le Maire ha insistito sulla necessità di focalizzarsi sulla crescita. “Deve essere prima di tutto un patto sulla crescita, che viene prima della stabilità”, ha detto. La Francia è in favore dei massicci investimenti necessari per rendere l’economia europea più verde.