Eurogruppo: chi sono i tre candidati alla presidenza

Nadia Calviño, Paschal Donohoe and Pierre Gramegna [Ufficio stampa del Consiglio europeo]

La sfida è tra la ministra spagnola Calvino, l’irlandese Donhoe e il lussemburghese Gramegna.

Sono tre i candidati alla presidenza dell’Eurogruppo, l’organo informale che riunisce i ministri delle Finanze dei 19 Paesi dell’Eurozona. Oltre alla ministra dell’Economia spagnola Nadia Calvino, considerata la favorita nella corsa, hanno confermato la loro candidatura anche l’irlandese Paschal Donohoe e il lussemburghese Pierre Gramegna.

L’elezione del successore di Mario Centeno avverrà in occasione del prossimo Eurogruppo, il 9 luglio. Il presidente è eletto a maggioranza semplice (almeno 10 voti) dai ministri dell’Economia delll’Eurozona, come prevede il protocollo 14 del Trattato sull’Eurogruppo.

Il vincitore sarà annunciato ai ministri al termine della votazione e presentato alla conferenza stampa che segue il vertice. Se nessuno dei candidati riceve almeno 10 dei 19 voti alla fine del primo turno, ciascun candidato sarà informato del numero di voti che ha ricevuto e potrà  eventualmente ritirare la propria candidatura La votazione va avanti fino a quando non si raggiunge la maggioranza semplice.

lI nuovo presidente entra in carica il 13 luglio, alla scadenza del mandato di Centeno, e rimane in carica per 2 anni e mezzo. Il presidente uscente, dopo l’ufficializzazione delle candidature ha scritto su Twitter: “Questo eccellente pool di candidati dimostra l’importanza dell’Eurogruppo oggi per garantire stabilità e prosperità in Europa”. Per l’ex ministro delle Finanze portoghese, una volta concluso il mandato alla guida dell’Eurogruppo, potrebbe arrivare la nomina a governatore della Banca centrale portoghese.

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La ministra socialista

Nadia Calvino, 51 anni, affermata economista ed ex direttrice generale della DG Bilancio della Commissione Europea, ricopre la carica di ministro dell’Economia del governo Sánchez dal 2018. Prima di diventare ministra ha lavorato per oltre un decennio in diversi dipartimenti del dicastero. Non ha tessere di partito, ma appartiene all’area socialista come Centeno. Suo padre José María fu direttore della tv pubblica negli anni ’80 ed è ricordato per aver modernizzato la televisione spagnola dopo il franchismo.

Calvino ha 4 figli e, se venisse eletta, sarebbe la prima donna alla guida dell’Eurogruppo. “Sarebbe un onore per il governo spagnolo, e per me come presidente, se Nadia Calvino assumesse la presidenza – ha scritto su Twitter il premier spagnolo Pedro Sanchez – .Per la prima volta la Spagna e una donna guideranno questa istituzione”. Secondo fonti di Bruxelles non ci sono dubbi sul fatto che sia la favorita.

La ministra può contare sull’appoggio di Berlino, Roma, Parigi, Lisbona e Atene e molto probabilmente anche di Malta. Anche gli Stati rigoristi, pur non condividendone le posizioni, stimano le capacità e le competenze dell’ex funzionaria europea.

Il candidato irlandese del PPE

L’irlandese Paschal Donohoe, 45 anni, ministro delle Finanze, della Spesa pubblica e delle Riforme, ha detto che sarà un “costruttore di ponti” se sarà eletto presidente dell’Eurogruppo.

Nella sua lettera ai suoi colleghi Donohoe si presenta come un leader “inclusivo” che farà da tramite tra Nord e Sud, Est e Ovest e tra Stati membri più grandi e più piccoli, per rafforzare la fiducia tra i diversi Paesi europei.

L’esponente del partito di centrodestra Fine Gael punta ai voti degli Stati del Nord. Secondo l’Irish Times Donohoe, pur non essendo un rigorista, gode un ampio sostegno come candidato di compromesso, dato che l’Irlanda è vista come un Paese che sui temi economici si trova a cavallo delle divisioni tra Nord e del Sud.

La candidatura di Donohoe, però, potrebbe essere ostacolata dal voto di venerdì 26 giugno sull’accordo di governo tra Fine Gael, Fianna Fail e Verdi. Un “no” della base di uno dei partiti potrebbe scatenare nuove elezioni.

Il liberale Gramegna ci riprova

Il ministro Pierre Gramegna, 62 anni, ritenta la corsa alla guida dell’Eurogruppo dopo aver sfidato Mario Centeno nel 2017. L’annuncio della sua candidatura seconda la stampa lussemburghese dimostra che si aspetta di ottenere un sostegno sufficiente per essere eletto, malgrado il favore di cui gode la ministra spagnola Calvino. Tuttavia per ora non è chiaro quali Paesi potrebbero sostenerlo, fatto salvo che per il Lussemburgo e probabilmente il Belgio.

Gramegna è ministro delle Finanze dall’ottobre 2013 nel governo di coalizione guidato dal suo gruppo politico, il Partito democratico liberale del Lussemburgo.

Diplomatico di carriera, ha iniziato a lavorare al ministero degli Esteri nel 1983 e poi nelle ambasciate di Parigi, San Francisco (USA), del Giappone e della Corea del Sud.

“Le grandi sfide di oggi richiedono consenso e compromesso tra tutti i membri dell’Eurozona – ha scritto su Twitter il ministro lussemburghese – .Dedicherò tutti i miei sei anni di esperienza, energia e diplomazia a questo compito”.

Nel maggio 2016, Pierre Gramegna è stato eletto presidente del Consiglio dei governatori della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Ha fatto parte del Consiglio dei governatori della Banca europea per gli investimenti e del Meccanismo europeo di stabilità.